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Cari studenti ed amici

La lezione di oggi è l’ultima prima della pausa estiva e come di consueto ho scelto un brano lungo ma di difficoltà intermedia che vi terrà impegnati per un discreto lasso di tempo. Ho scelto il brano “The Number of the Beast” degli ineguagliabili Iron Maiden. The Number of the Beast è la title track dell’ omonimo album edito nel 1982 terzo album degli Iron e soprattutto primo album con alla voce il grande Bruce Dickinson, da allora frontman insostituibile della band anglosassone.

 

The Number of the Beast è uno dei brani di maggior successo degli Iron Maiden ed è, ancora oggi, uno dei brani più suonati duranti i concerti ed anche se ha all’ attivo milioni di copie vendute non ha mai avuto vita facile sia per il chiaro riferimento a Satana e l’ovvio ostracismo che ne può derivare sia per la scelta del video musicale che ne accompagnò l’ uscita. In Italia, paese notoriamente guidato e oppresso da clero e “ben pensanti”, album e singolo vennero additati di blasfemia e, cosa ancor più subdola, di istigare i giovani al satanismo ed all’ omicidio. L’ ovvia ripercussione fu che l’ album venne bandito dai normali canali di distribuzione ed il video mai trasmesso. Anche nei paesi anglosassoni il video venne censurato ma solo facendo modificare alcune immagini ritenute “troppo forti”.

La canzone parla di un uomo che vaga in una sorta di “Inferno sulla Terra”, con persone che svolgono riti satanici e sacrifici. Dapprima disgustato, l’uomo cade poi in uno stato di rapimento estatico e decide di unirsi agli altri. Il brano trae ispirazione sia dal poema Tam o ‘Shanterscritto dal poeta e compositore scozzese Robert Burns, sia da un sogno fatto dal bassista Steve Harris (autore del brano) dopo aver visto il film La maledizione di DamienThe Number of the Beast è molto conosciuta per il lungo grido acuto di Bruce Dickinson alla fine della parte introduttiva. Nel documentario sull’album dalla BBC, parte della serie “Classic Albums”, Dickinson ha detto che questo particolare è dovuto al produttore Martin Birch che lo ha costretto a cantare le prime quattro strofe per diverse ore, più e più volte La band aveva chiesto al celebre attore di film horror Vincent Price di leggere il testo che introduce il brano. Tuttavia, secondo Bruce, Price rifiutò di farlo per meno di 25 mila sterline. Avendo sentito parlare di qualcuno che leggeva storie di fantasmi alla radio, i Maiden chiesero a questo tipo di leggere l’intro, semplicemente con un’intonazione della voce “alla Vincent Price”. Il canale americano VH1 ha classificato il brano al 7º posto nella classifica 40 Greatest Metal Song.

La copertina del singolo è l’ultima di tre 45 giri su cui è presente la raffigurazione di Satana dell’illustratore Derek Riggs, che ha debuttato sulla copertina di Purgatory. La copertina di The Number of the Beast rappresenta il seguito di quella di Run to the Hills in cui Satana e Eddie (la mascotte dei Maiden) sono raffigurati in battaglia. Secondo quanto affermato più volte dagli Iron Maiden, l’originale lato B Remember Tomorrow sarebbe stata una versione live registrata nel 1981 a Milano. Tuttavia, ciò è risultato non essere vero quando i fans hanno scoperto che si tratta della stessa registrazione dal vivo dalla band con Paul Di’Anno presente nell’EP Maiden Japan, con la voce di Bruce Dickinson sovrapposta.

La videolezione che ho scelto è l’ennesima di Bobby Crispy ed è comprensiva di tablature e guida ai solo. Oramai ci siamo abituati al meglio ed il nostro insegnante canadese è uno dei migliori del mondo. Il video è diviso in tre parti tutte da studiare ed apprezzare.

Buono Studio e Buone Ferie ci si legge a Settembre!

 

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