Archive for the ‘Blues’ Category
Rock and Roll Hoochie Koo – Rick Derringer (Jimmy Wood)
Cari Amici
Oggi non presentiamo solo un brano ma presentiamo anche un nuovo insegnante EGL. E’ infatti attivo da oggi anche James (Jimmy) Wood, esperto chitarrista statunitense dal lungo curricola musicale e dall’ immenso repertorio. Proprio il suo bagaglio culturale è al centro del nostro interesse visto che Jimmy conosce molto bene il repertorio degli anni ’60 e ’70 americano. Quel ventennio è stato sicuramente il più produttivo ed innovativo nella storia della musica moderna, anche se, in Italia, quel grande momento storico-culturale d’ oltreoceano è arrivato solo in maniera parziale e frammentaria. Per molti motivi , tra cui il primario fu che anche in Italia in quegli anni stavamo vivendo un momento magico, sia per il cantautorato che per il rock vero e proprio, alcuni autori sono stati ignorati e sottovalutati. Basti pensare che Rick Derringer (chitarrista, cantante ed autore), di cui oggi studieremo un brano, a soli 17 anni arrivo al secondo posto nella Top Chart americana dietro ad un gruppetto (-ironia-) dal nome buffo che tradotto significa “Scarafaggi” ed un brano ignoto dal titolo “YESTERDAY”. Le ovvie premesse per esportare nel nostro paese il genio di questo ragazzino c’erano tutte ma inspiegabilmente venne quasi completamente ignorato dalla critica e dal pubblico.
Il brano che andremo a studiare oggi è la famosissima “Rock and Roll Hoochie Koo” che Rick Derringer registrò assieme a Johny Winter nel 1970 e ripropose poi in versione solistica nel 1973.
Rock and Roll Hoochie Koo ebbe un buon successo di pubblico ma lo andiamo a studiare per la sua struttura molto interessante e per la sua estrema musicalità che coniuga in maniera molto vivace le prerogative del Rock and Roll tipiche di Rick e la vena blues di Winter.
Veniamo alla Videolezione dove troviamo l’unica piccola nota dolente di avere un insegnante statunitense ed è la lingua dato che tutto il parlato del video è chiaramente in inglese, come per tutte le altre lezioni, la lingua non è un vero impedimento percui se non capite il parlato guardate le mani di Jimmy. Anche per la qualità video non possiamo proporre l’ alta definizione come facciamo di solito nelle produzioni EGL, il video è comunque di qualità e la mancanza dell HD non limiterà certo la vostra voglia di imparare un pezzo di peso come quello proposto.
Buon Lavoro
Still Got the Blues – Gary Moore
Cari studenti
Il brano che vorrei proporvi oggi e probabilmente sconosciuto ai più è una delle blues ballad più belle di tutti i tempi (ovviamente è un mio giudizio personale e potete insultarmi a piacimento), sto parlando di “Still Got the Blues” dell’ irlandese Gary Moore, brano che da il nome all’ album del 1990.

Questo album, ed il brano Still Got the Blues in particolare, segnano una svolta nella carriera di Gary Moore il quale si lascia alle spalle Jazz-Fusion, Rock ed Hard Rock per dedicarsi anima e corpo al Blues. La svolta deriva anche e soprattutto dai giudizi che mostri sacri come i fratelli King (BB ed Albert) danno del suo lavoro. Dopo un brevissimo periodo di stasi anche il pubblico apprezzò sia l’album che il singolo registrando per la prima volta nella carriera di Gary un’ entrata nella Billboard Top100 e garantendogli il primo disco d’oro, la fama e la notorietà. Dobbiamo però riportare anche un brutto avvenimento infatti Still Got the Blues fu causa di una controversia legale tra Gary ed uno sconosciuto compositore tedesco di nome Jürgen Winter quest’ ultimo accusò Moore di plagio e vinse la causa in una corte tedesca perchè, cito dallo stralcio del processo “anche se non ci sono registrazioni pubblicate del brano di Winter al momento del lavoro in studio di Moore, lo stesso Moore protrebbe comunque aver ascoltato il brano casualmente o ad un concerto”. Moore fu per questo condannato a pagare una grossa somma di denaro.
Didatticamente il brano è da considerarsi molto difficile e ad esclusivo uso degli studenti di livello più avanzato includo comunque una videolezione “semplificata” adatta anche agli studenti intermedi che troverete come secondo video allegato e che rappresenta nella sua interezza la parte di accompagnamento della seconda chitarra.
Buon Lavoro
Love me two Times – The Doors
Cari studenti
Oggi vi propongo un brano dei mitici The Doors, il meraviglioso “Love me two times”. Il brano è uno dei più amati della band di Jim Morrison e ci trasporta in un mondo di tristezza ed interiorità senza precedenti grazie ad un testo di grande poeticità che ci racconta di un dialogo tra un soldato e la fidanzata il giorno prima della partenza per il Vietnam e della disperata ricerca dell’ amore (non solo fisico) come ancora di salvezza prima dell’ ignoto e della guerra per fuggire dalle paure. Le note dalle profonde radici Blues che Krieger e Manzarek legano al testo sono un suadente ed accalorato sfondo alle parole di quello che è stato definito “l’ultimo poeta maledetto”, l’ultimo a raccogliere l’eredità lasciata di Shelley e Rimbaud.
Chiaramente la scelta del brano va oltre ai miei gusti personali ed ho deciso di proporlo perchè è validissimo sia come esercizio per lo “String Skipping” sia come ausilio per imparare le connessioni tra accordi e scale.
Se tutto questo non bastasse metto sul piatto della bilancia che il riff iniziale è uno dei più famosi e riconoscibili della storia della musica.
La videolezione proposta è ben girata, ben spiegata e semplice da seguire e l’insegnante scelto (una new entry) è molto chiaro percui aggiungo solamente..
Buon Divertimento
Layla – Derek and the Dominos (Eric Clapton)
Buon giorno amici
Oggi presentiamo una lezione di sicuro appeal “Layla) dei Derek and the Dominos, seconda band di Eric Clapton. Clapton ci ha sempre regalato i suoi brani migliori quando è afflitto da tormenti affettivi ed anche questa volta non si smentisce. Layla è un brano scritto per Pattie Boyd (!), moglie del suo grande amico George Harrison (chitarrista dei Beatles se qualcuno non lo sapesse) di cui si era innamorato. Evidentemente il fatto di non essere corrisposti in amore è e sarà sempre la miglior musa per ogni artista. In questo caso però lo struggimento avrà un lieto fine dato che la Boyd divorzierà 9 anni dopo “Layla” per sposare Clapton anche se in seguito si separerà anche da lui.
Musicalmente Layla è formata da due movimenti, ognuno caratterizzato da un riff. Il primo movimento, che si alterna tra le chiavi di re minore (per il ritornello) e mi minore per i versi, è incentrato sul riff caratteristico di Layla, suonato attraversohammer on, pull-off e power chord. Comunemente si ritiene che il riff sia stato creato da Allman, che avrebbe adattato una melodia vocale di As the Years Go Passing By di Albert King, tratta dall’album del 1967 Born Under a Bad Sign. La prima parte è caratterizzata anche dall’assolo di chitarra overdubbed, un duetto tra la slide guitar di Allman e il bending di Clapton. Allman riusciva a suonare note più alte di quanto fosse possibile utilizzando le tecniche standard.
Il secondo movimento, creato da Jim Gordon, è comunemente denominato la piano coda di Layla.
La videolezione è strutturata in 2 parti la prima è un approfondimento del riff iniziale mentre i tre video successivi sono la lezione completa dell’ unplugged per chitarra acustica. Ho deciso di mettere queste due parti per rendere al meglio il brano.
Buon Lavoro
People Are Strange – The Doors
Bentornati
Oggi studieremo un brano eccezionale “People Are Strange” dei The Doors edito nel 1967 all’ interno dell’ album Strange Days. Mancando una vera e propria storia della canzone in rete inserirò alcune notizie qui nell’ articolo invece di creare un’ apposita pagina come faccio di solito.
Nell’ album Strange Days troviamo le prime contaminazioni Psichedeliche erano gli anni degli Hippies ed i loro alfieri erano proprio Morrison e compagni, in questo ambiente nasce il nostro brano ma con presupposti diversi. Nulla di psichedelico, nulla di “hippie” strettamente parlando.
Il brano nasce al ranch dei Doors nella Grand Canyon valley, considerato alla stregua di una comune hippie, durante un momento di profonda crisi emozionale di Jim Morrison, nasce dal rifiuto di condividersi con gli altri dove tutto e tutti sono così diversi e strani da farci sentire degli alieni.
Questa canzone ha per me un significato particolare dato che le parole mi hanno accompagnato in ogni viaggio all’ estero, sia per lavoro che per divertimento, ognuna delle frasi del testo è reale ed è stampata nella mia mente come un marchio a fuoco. Chiunque che, come me, abbia viaggiato da solo in terre straniere troverà il testo estremamente veritiero e rivivrà tutte le emozioni ogni volta che la ascolterà.
Robby Krieger il chitarrista stese la parte di chitarra in un solo giorno ed in una sola sessione per poter seguire la crisi (in verità molto produttiva) di Jim il blues che ne è risultato è decisamente buono e contribuisce non poco all’ atmosfera generale del pezzo.
La videolezione è godibile e risulterà abbastanza semplice da apprendere.
Buon lavoro
La Grange – ZZ Top
Buongiorno e bentornati
Prima di parlare della lezione di oggi volevo ringraziarvi per l’assiduità con cui frequentate i miei modesti corsi, martedì abbiamo raggiunto la bella cifra di 250 utenti unici, cifra davvero ragguardevole visto che ancora mancano alcuni dei miei progetti più importanti.
Ora però basta parlare di cose futili e veniamo al dunque, nella lezione di oggi andremo a studiare il brano del 1973 “La Grange” dei grandi ZZ Top.
Il brano, godibilissimo e semplice da eseguire, si pone come genere a metà tra il rock ed il blues eseguito con una ritmica sincopata tipica degli ZZ Top, l’intero brano è composto di un riff ed un solo (in alcune recenti versioni i solo diventano 2). Per la sua natura molto coinvolgente il riff è diventato colonna sonora di una miriade di film e telefilm anche se per lo più come stacco. Il suo testo parla di una casa di tollenza in Texas (nella città di La Grange appunto) ed ha ispirato il divertente musical ”The Best Little Whorehouse in Texas”.
Adesso una bella notizia il 12 di Luglio gli ZZ Top si esibiranno sul palco dell’ Ippodromo delle Capannelle a Roma durante la manifestazione Roma in Rock che vedrà nei giorni successivi esibirsi anche artisti del calibro di Skunk Anansie, The Cult, Caetano Veloso e molti altri , ci sarà anche l’immancabile reunion dei mitici LITFIBA (non perdeteli mi raccomando). Ovviamente sarò presente a molte delle date sopracitate dato che molti di questi artisti passano per l’ Italia solo ogni morte di papa e per i Litfiba sarò nel backstage.
Veniamo ora alla prima videolezione, ben girata in HD chiara e semplice con un unica pecca… è in francese. Ovviamente questo non vi impedira di far vostro il pezzo dato che la lingua realmente parlata è quella della chitarra, il secondo video invece tratta il solo con real speed e slow motion.
Buon lavoro
Tears in heaven – Eric Clapton
Cari studenti
Oggi affrontiamo il brano “strappacuore” per eccellenza “Tears in heaven” scritto, suonato e pianto dall’ immenso Eric Clapton (inserito al 4° posto nella classifica dei migliori chitarristi di tutti i tempi).
Eseguire questo brano può non sembrare difficile, anche se gli accordi proposti nell’ arpeggio sono da considerarsi avanzati, imprimere però personalità ed il sentimento adeguati è estremamente difficile inoltre il tocco personalissimo e pesante di “slowhand” Clapton è un altro ostacolo che richiederà dedizione.
Questa mia introduzione potrebbe sembrare un invito a lasciare questo brano da parte almeno fino a che non sarete dei “superchitarristi”, in realtà è solo una constatazione delle difficoltà che incontrerete studiando.
Il vero intento è quello di invitarvi tutti a studiarlo perchè è un brano che vi lascerà qualcosa dentro sia a livello tecnico che emozionale.
La videolezione è di livello molto alto sia per qualità video che per qualità dell’ insegnate percui non aggiungo altro.
Buon Lavoro
Sweet Home Chicago – Robert Johnson
Cari studenti
Il brano preso in esame oggi “Sweet Home Chicago” del leggendario Robert Leroy Johnson risale ai primi del ’900 (si più di un secolo fà) ed è una pietra miliare nella musica blues e non solo.
Sulla vita di Robert si può dire molto e vi invito a leggere la sezione “biografia” per avere un quadro preciso del genio di quest’uomo, qui basterà dire che era talmente bravo, innovativo e geniale che si vociferava avesse venduto la propria anima a Legba il Dio Voodoo degli incroci per essere il miglior bluesman di tutti i tempi.
Se lo ha fatto, Legba ha mantenuto la promessa!
Questo brano, diventato famosissimo grazie al film ”The Blues Brothers” con Dan Akroyd e John Belushi, è e rimarrà per sempre l’ eterno capolavoro che ogni musicista vuole come proprio simbolo di immortalità.
Troverete nella sezione “Original Track” la rarissima registrazione dell’ originale di inizio ’900 non perdetevelo perchè sentire Johnson è un esperienza unica.
Veniamo ora alla videolezione, una volta superato l’ empasse della scarsa qualità video troverete una bella lezione blues non semplicissima da seguire ma di grande profondità ed importanza stilistica, Troverete oggi anche una sezione dedicata ai nostri cugini bassisti grazie al fortuito apporto di un insegnante di basso.
Piece of my heart – Janis Joplin
Buongiorno chitarristi
Il brano che andiamo a studiare è “Piece of my heart” interpretato dalla compianta Janis Lyn Joplin meglio conosciuta come Janis Joplin, definito da molti un punto chiave nella carriera della grande cantante americana sia per il successo ottenuto con l’album “Cheap Thrills” sia per l’arrangiamento vocale che per l’ utilizzo del Blues come veicolo non tanto come sfogo del dolore (qualità genericamente attribuita al blues) ma per, cito testualmente:
“Urlare della vita”.
La versione originale era interpretata da Erma Franklin sorella della più famosa Aretha Franklin e la versione della Joplin era così diversa dai canoni classici del soul/blues che ascoltandola alla radio la stessa Erma non la riconobbe.
La mia passione per il blues nacque 23 anni fa mentre a casa di un amico (ciao Luciano spero il mio saluto ti arrivi anche a Copenhagen) ascoltai un disco della sorella che andava sul giradischi, il Disco era In Concert (LP postumo) ed i brani erano Kozmik Blues e Piece of my Heart.
Veniamo ora alla videolezione che, anche se non chiarissimo il filmato, per via della mancanza di guida per la mano destra, insegna comunque piuttosto bene le posizioni ed i movimenti lungo il manico, la sezione Tabs è comunque un ausilio indispensabile.
http://www.youtube.com/watch?v=Ps5TDgVhuUA&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=N3UfTlLsCVw&feature=related
Come potete notare ho dovuto inserire un link dato che il proprietario del video ha disabilitato l’opzione di condivisione poche ore dopo che ho inserito la lezione
Hoochie Coochie Man – Muddy Waters
La lezione di oggi affronta un grande classico del Blues “Hoochie coochie man” del compianto Muddy Waters una vera e propria leggenda del Blues e padre del Chicago Blues. Per valutare correttamente l’importanza di questo pezzo basta considerare che le cover più note le hanno registrate Jimi Hendrix ed Eric Clapton (e scusate se è poco). La lezione è molto divertente, anche se non semplice, però quando la padroneggerete vi renderete conto di conoscere molto meglio il Blues.

