Archive for the ‘Pop’ Category
California Dreamin’ – The Mamas And The Papas
Cari studenti
Riprendiamo la nostra normale programmazione delle lezioni con un classicone degli anni ’60 divenuto uno dei brani simbolo di quegli anni parliamo di ” California Dreamin’ ” della band The Mamas And The Papas. Il brano venne scritto nel 1963 ma venne pubblicato solo nel 1965 per volontà di Lou Adler, il proprietario della famosissima Dunhill Records.

Inizialmente sembrò che la scommessa di Lou fosse stata un flop clamoroso dato che per quasi un anno ” California Dreamin’ ” venne ignorato dal pubblico e dalle radio nazionali. La svolta avvenne nel 1966 quando una radio (di Boston) a diffusione nazionale decise di mandarla in programmazione aprendole così la strada per il grande pubblico. La scelta venne premiata mandando il brano in top charts per 17 settimane e rendendolo un vero e proprio successo immortale. La melodia del brano e le atmosfere sognanti ed evocative di viaggi e di libertà hanno fatto si che “California Dreamin’ ” venisse scelta come colonna sonora di una infinità di film, telefilm e cartoni animati. Un altro motivo di grande successo fu la semplice presenza di Michelle Gilliam Phillips, vocalist e moglie di John Phillips, la quale divenne in pochissimo tempo una vera e propria icona di bellezza degli anni ’60 e se non mi credete vi invito a leggere la sezione Biografia o a guardare il video.
La scelta didattica fatta nel proporvi questo brano è per mostrarvi la semplicità e la melodica naturalezza che contraddistingue “California Dreamin’ ” qualità che l’hanno resa una delle canzoni più coverizzate in altre lingue a cominciare dalla versione italianissima dei Dik Dik (Sognando la California scritta da Mogol nel 1966).
Inserirò, per rendere ancora più fruibile la lezione, anche i testi ed il video della versione italiana.
La videolezione anche se non di ottima qualità video è comunque di ottima qualità didattica. Semplice, chiara ed esaustiva permetterà a chiunque di padroneggiare il brano in pochissimo tempo.
Buon Lavoro
Come As You Are – Nirvana
Cari Studenti
Nelle scorse settimane ho ricevuto molte richieste di lezione sui “signori del grunge” e per quanto il mio gusto personale vada in altre direzioni accondiscendo volentieri alle vostre proposte, e devo riconoscere che gusto personale e valore artistico non sempre vanno di pari passo ed i Nirvana sono, indiscutibilmente, da indicare come uno dei gruppi più importanti nella storia della musica moderna per la profonda influenza che hanno instillato nelle generazioni di musicisti che, dagli anni ’90 in poi, hanno calcato le scene.

Il brano che ho scelto è “ Come As You Are ” secondo estratto dell’ album Nevermind del 1991, album che ha decretato il successo mondiale della band Statunitense con il brano “Smells Like Teen Spirits”. Nel kit per la stampa di Kurt Cobain disse che “Come as You Are” è “una canzone d’amore vecchio stile che viene giù in un’armonia di tre parti” (testi tratti da “Just an Old-Fashioned Love Song” di Paul Williams). Il verso principale della canzone è “And I swear that I don’t have a gun” (“E giuro di non avere una pistola”), con cui Cobain voleva intendere di “non avere nessuno da cui nascondersi”. Lo stesso Cobain, famoso per inserire messaggi più o meno indiretti nei suoi testi, sembra piuttosto voler spingere l’ascoltatore-fan ad interpretare il testo piuttosto che limitarsi a cantarlo passivamente. Dopo la morte dell’autore i media rivolsero l’attenzione a questo verso e ad altri versi delle canzoni di Nevermind in cui si menzionavano armi da fuoco, benché, essendo l’album stato registrato tre anni prima della scomparsa del cantante, l’analogia del verso con la fine del frontman sia stato considerato una mera coincidenza. Ovviamente un intero ed enorme capitolo andrebbe aperto su Kurt Cobain, sulla sua figura carismatica, sul suo pensiero filosofico e sulla sua tragica fine, ma il nostro scopo didattico è quello di insegnarvi una parte di chitarra e di darvi alcune informazioni sul brano mentre per il resto vi lascio al giornalismo “impegnato”.
Il brano, chitarristicamente parlando, è molto semplice e rappresenta un ottimo veicolo didattico per i principianti che potranno esercitarsi in un intro facile ed orecchiabile seguito da una parte in “strumming” senza particolari problematiche. La videolezione, in fullHD, è semplice ed è tenuta da una delle mie insegnanti preferite Jen Trani.
Buon lavoro
Baryonyx – Band Emergenti
Cari amici
Oggi torniamo ad occuparci, dopo un periodo di assenza, di Band Emergenti; in questo appuntamento ascolteremo i “Baryonyx” band pop punk livornese.
L’idea della band nasce nel 2007 quando Matteo e Antonio decidono di scrivere i primi brani, anche se il gruppo vero e proprio prende corpo alla fine dell’anno quando si aggrega Alessio. I tre cominciano a fare le prime esibizioni durante l’estate 2008 riscuotendo un inaspettato consenso da parte del pubblico riuscendo inoltre ad arrivare alle fasi finali del Festival Regionale d’Autore di Santa Maria a Monte. Il 20 Dicembre quindi tentano coraggiosamente di creare un concerto totalmente proprio. Prende vita così “Baryonyx in concerto” presso il Teatro Salesiani (Livorno) vedendo un gradito ritorno da parte del pubblico. Si aggrega di li a poco Nicola al basso. Di qui in poi i Baryonyx hanno cominciato a fare molti concerti tra locali e feste private; a livello cittadino hanno partecipato al Salesiani Rock City e all’evento benefico “Livornesi per l’Abruzzo”. Nel frattempo registrano l’album a produzione indipendente “Black Out”.
Dai primi mesi del 2010 i Baryonyx si sono legati all’etichetta discografica indipendente “Play Music Production & Record Company” di Giampaolo Pasquile, ed hanno pubblicato il singolo Pensieri, scaricabile da negozi online come iTunes ed Amazon. Iniziano le prime interviste in radio e infine la sorpresa che lascia tutti a bocca aperta arriva l’8 febbraio 2011: negli Stati Uniti, precisamente a Baltimora, esce la compilation “Vs The World Vol 9″ (contro il degrado ambientale) prodotto dalla QuickStar Production in collaborazione con la Distrophonix, in cui i Baryonyx vengono inseriti alla posizione 14 con il singolo “Everything You Can See From The Space”. La compilation come nei volumi seguenti viene diffusa in rete,nei negozi e sulle piccole radio,anche dei college statunitensi.
Sul web la band venne inserita il 16 Febbraio 2010 nella prima compilation Rockol Mixtape sempre con la canzone Everything You Can See From The Space; inoltre la band è rimasta in top 10 nella classifica di gruppiemergenti.net come migliori artisti della settimana per 5 settimane; i Baryonyxhanno passato il primo turno di selezione del contest di Ligabue ”Suona una canzone a Campovolo” arrivando in posizione 77 su quasi mille gruppi. Attualmente la band in fase di incisione tentando un genere musicale poco conosciuto quale lo Space-Rock: il singolo Everything You Can See From The Space ne è un esempio.
Personalmente trovo che i brani proposti presentino degli spunti molto interessanti e dei testi convincenti ma è sul singolo “Everything You Can See From The Space” che vorrei spendere due parole in più.
“Everything You Can See From The Space” è un brano molto interessante che propone delle belle atmosfere elettroniche primi anni ’80 contaminate da una discreta parte di chitarra queste caratteristiche mi ricordano molto la band francese “Rockets”, il brano si discosta in maniera netta dalle precedenti produzioni e incoraggerei la band a proseguire in quella direzione. L’unica pecca è (giudizio opinabile) nella fase di produzione dove mixaggio e arrangiamento dovevano essere gestiti con un po più di attenzione va altresì detto che i Baryonyx sono una band giovane e le piccole accortezze in produzione vengono con il tempo e magari con un contratto discografico dove persone esperte possono consigliarli al meglio.
Vi lascio in compagnia del video di ”Everything You Can See From The Space”.
Someone Like You – Adele
Cari amici
Differentemente dal solito la lezione di oggi sarà incentrata su di un brano moderno di grande successo, “Someone Like You” della bravissima Adele.

Il fattore popolarità ha inciso solo in minima parte nella nostra decisione visto che abbiamo voluto proporre una partitura per pianoforte convertita alla chitarra con un semplice arpeggio per motivi non solo didattici ma anche per aiutare i chitarristi alle prime armi ad avvicinarsi agli arpeggi senza doversi confrontare con brani difficoltosi e che spesso non conoscono.
Adele è uno dei pochi rari talenti nati negli ultimi anni e con la sua voce ha saputo imporsi tramite canali nuovi alle major. La storia di Adele, infatti, nasce su MySpace e la quantità di fan che è riuscita a conquistare con le sue canzoni ha richiamato l’attenzione di tutte le major anglosassoni che se la sono letteralmente litigata a suon di contratti milionari. La scelta delle major è stata chiaramente ripagata dalle vendite stratosferiche degli album della cantante londinese la quale è stata superata in vetta alle classifiche solo da.. se stessa. I Singoli estratti sono rimasti così tanto in vetta alle classifiche mondiali che solo l’estratto successivo è riuscito ad andare al n°1 in classifica. Indubbiamente le mode sono passeggere ma questa ragazza non è solo abiti firmati ed anoressia, come ci siamo fin troppo abituati a vedere nel mondo del Pop, Adele è anche talento, produttività e capacità di comunicare. Per la prima volta, inoltre, ho deciso di includere la traduzione di un testo ma lo faccio a solo e esclusivo uso di tutte quelle ragazze (italiane) che dedicano questo brano al loro fidanzato.
La videolezione è di un nuovo insegnante questa volta brasiliano; il brano non presenta grandi difficoltà ed è adatto anche ai neofiti inoltre abbiamo tablature, accordi e testo in stile Karaoke ad accompagnare il nostro percorso didattico. Sfortunatamente essendo così recente il brano ed essendo questa lezione basata su una conversione alcune delle rubriche associate a cui siete abituati non ci saranno o saranno limitate.
Buon Lavoro
Black or White – Michael Jackson
Cari Studenti
Dopo una breve pausa riprendiamo le nostre lezioni proponendovi un capolavoro del “re del pop” Michael Jackson. Abbiamo scelto il brano “Black or White” non perchè ritenuto superiore ad altri ma per le sue caratteristiche musicali che lo rendono un piatto succulento per chi suona la chitarra. Per quanto io non ami in particolar modo Michael Jackson e la sua musica devo comunque riconoscerne la grandezza e l’importanza e mi sembrava doveroso non trascurarlo nelle nostre lezioni.
Il brano “Black or White” è una commistione di Pop, Hard Rock e Rap ed esce dagli schemi in cui generalmente si incastra il genio di Michael Jackson, L’intro di chitarra semplicissimo e melodioso è stato affidato a Slash dei Guns, chitarrista che abbiamo analizzato ed apprezzato a fondo nelle lezioni precedenti, sarà un vero divertimento da imparare e da proporre ad un pubblico grazie anche alla notorietà che lo accompagna e che lo rende tra i più noti al grande pubblico.
Molto(troppo) si è scritto e detto sulla figura di Michael Jackson e personalmente non mi sento in grado, ne voglio, aggiungere nulla che non sia relativo a questo specifico brano troverete però moltissime informazioni biografiche nell’ apposita sezione.
Visto l’immane successo che seguiva ogni brano del “re del pop” sembrerebbe quasi inutile dire che dopo poco tempo dalla sua pubblicazione (1991) il singolo vendette oltre 1 milione di copie, aggiornato ad oggi ha superato i 5 milioni ricevendo la certificazione di platino negli Stati Uniti. Inoltre raggiunse la prima posizione in una ventina di nazioni tra cui: Stati Uniti,Regno Unito, Francia, Italia, Australia, Norvegia, Svizzera, Belgio, Canada, Irlanda, Spagna, Svizzera, Nuova Zelanda e sulla classifica europea. Negli Stati Uniti rimase al vertice per 7 settimane consecutive, in Italia per 8 settimane e sulla European chart per 10 settimane; Black or White fu il singolo trainante dell’album Dangerous (che per volere di Jackson doveva inizialmente intitolarsi appunto Black or White come il singolo ma successivamente scartò l’idea e confermò Dangerous) ed è tutt’oggi molto amato, il testo della canzone denuncia il problema del razzismo com’è palese negli ultimi 4 minuti del videoclip.
E’ proprio sul videoclip che vorrei invece spendere qualche parola. Diretto da John Landis (stesso regista del video Thriller di Michael Jackson del 1984), il video ha inizio sotto i riff di chitarra che prorompono dallo stereo di un giovane fan (Macaulay Culkin) che deve fronteggiarsi con il padre (George Wendt) sdegnato da quel baccano. Il figlio trova modo di rispondergli collegando la propria chitarra ad uno stereo che mette a palla. Cosicché, al primo accordo eseguito, il padre vola letteralmente via dal soffitto piombando in undeserto africano. Qui spunta Michael Jackson intento a ballare accompagnato dagli abitanti locali. Nelle sequenze che seguono si possono osservare danzatrici indonesiane, indiani d’ America in una sorta di scenario western, le danze dei cosacchi, e un’odalisca. Un video, quindi, dove appare evidente l’intento di predicare uguaglianza tra le etnie e unificare i popoli. Negli ultimi 4 minuti la rabbia e la frustrazione di Michael Jackson scaturita dal problema del razzismo, fa da protagonista. Lo si può infatti veder danzare mentre distrugge una macchina e delle vetrate su cui sono presenti simboli e scritte razziste. La chiusura del video è affida alla scritta Prejudice is Ignorance, che compendia il significato radicale del testo e del video.
Come spesso accade in questo mondo razzista e bigotto il video venne travisato e gli fu attribuito di nascondere un messaggio che spingeva alla rivolta ed alla devastazione e di conseguenza i 4 minuti finali del video furono censurati. Fu criticato ed additato come immorale anche uno dei passi più famosi dell’ ex Jackson Five il quale fa scivolare le dita sul basso ventre mimando un atto sessuale.
La videolezione proposta non ha la migliore delle definizioni video, in compenso però propone a schermo anche tutte le posizioni degli accordi.
Buon Lavoro
Dust in the Wind – Kansas
Cari Amici
Bentornati per una nuova lezione di chitarra. Oggi proponiamo l’esecuzione di un brano per sola chitarra e voce. “Dust in the Wind” dei Kansas è il brano scelto per la lezione ed è un brano semplice che però nasconde grandi potenzialità didattiche.
Dust in the wind è un brano famosissimo che ha visto la luce nel lontano 1977 e che ha prima legato la propria fortuna al mercato discografico vendendo più di un milione di copie e raggiungendo la topten americana e poi legandosi indissolubilmente all’ immaginario collettivo comparendo come colonna sonora in decine di film e di pubblicità televisive. Negli anni molte band famose hanno proposto una cover di Dust in the wind, basti pensare alla versione degli Skorpions o a quelle di Guns ‘n Roses, Linkin Park, Eagles e tantissimi altri.
Inizialmente parlo (erroneamente ma coscientemente) di un brano per chitarra e voce, anche se i Kansas l’ hanno pensata e proposta con 2 chitarre ed una memorabile parte per violino e viola, per un motivo specifico che vi spiego sinteticamente. Negli Stati Uniti (e non solo) questo brano è diventato un classicone da spiaggia eseguito con solo chitarra e voce e così vorrei che lo interpretaste anche voi, senza base ed accompagnandovi con la voce.
Ovviamente, Dust in the Wind, è un ottimo brano didattico per principianti che propone un arpeggio su una sequenza di 2 sole note che variano nelle loro forme (seconde, quarte, settime e none) e grazie ad esse ci si impratichisce molto nell ‘uso della tecnica di Pivoting (cambio di accordo con un dito perno).
Il video didattico proposto è chiaro, ben girato e con l’ausilio a schermo delle posizioni degli accordi, percui imparare il brano sarà un vero gioco da ragazzi
Buon Lavoro
Personal Jesus – Depeche Mode
Cari amici
Oggi studieremo un brano molto famoso e molto semplice. “Personal Jesus” è uno dei brani che ha consacrato al successo planetario i Depeche Mode insieme al più popolare “Enjoy the Silence”. La parte di chitarra, che è il fulcro del brano, è un riff molto semplice ed incredibilmente orecchiabile frutto del genio di Martin Gore (chitarrista e corista). Il tappeto elettronico del brano lo rende un vero classico degli anni ’80 permeando la chitarra e l’ incredibile voce di Dave Gahan in un fantastico insieme. Personalmente ho avuto la fortuna di veder suonare i Depeche Mode dal vivo negli anni del loro massimo fulgore ed anche se le mie passioni personali vertono verso generi musicali più “duri” ho sempre riconosciuto la loro incredibile fantasia artistica ed il gusto raffinato negli arrangiamenti e nelle linee vocali innovative percui se dovessi scegliere una lista di album da portare in un isola deserta “Violator” dei Depeche farebbe sicuramente parte del mucchio. L’album tra le altre cose fu registrato in 2 sessioni una in Danimarca e l’altra nei mitici Logic Studios di Milano.
Didatticamente il brano è un ottimo esercizio per le dita e per la tecnica di String Skipping ma non presenta alcuna difficoltà significativa percui è da ritenersi un vero “entry level” per i principianti.
Per questa videolezione ho scelto 2 video differenti il primo rappresenta il corretto approccio al brano mentre il secondo è una lezione sulla versione acustica. Vi invito a vederli tutti e due per aumentare il vostro bagaglio tecnico.
Buon Lavoro
All The Small Things – Blink-182
Cari studenti
La lezione odierna è su di un brano Pop-Punk, relativamente recente, della band statunitense Blink-182 e più precisamente “All the Small Things” brano scritto da Tom DeLonge (chitarrista e cantante) per quella che è oggi sua moglie. Il brano in questione fu un grande successo sull’ onda del “new punk wave” dei primi anni del nuovo millennio.
E’ curioso che un brano punk sembri una canzone d’ amore ma in realtà è un brano molto ironico ed anche a chi non mastica l’inglese basterà dare un occhiata al video per notare le numerose parodie di artisti pop come Christina Aguilera, Britney Spears e Backstreet Boys. Lo Humor è sempre stato una delle note principali del gruppo ed il loro scioglimento nel 2005 fu un duro colpo per tutti i loro fan, fortunatamente si sono riuniti nel 2008 ed hanno annunciato un nuovo album per il 2011 che siamo tutti curiosi di ascoltare.
Dal punto di vista didattico il brano è molto interessante e sarà divertente da suonare per il ritmo e l’uso dei powerchords. la videolezione è gradevole ed ha a schermo le Tabs per facilitare l’ apprendimento.
buon lavoro
Iris – Goo Goo Dolls
Buongiorno studenti e buon lunedì (che augurio sadico)
Bentornati per la nostra lezione di apertura settimanale, questa volta voglio proporre il brano pop/rock “Iris” dei Goo Goo Dolls band americana sulla piazza da più di 20 anni ma nota al grande pubblico solo dal 1998 anno in cui viene scritta Iris come brano della colonna sonora del film “City of Angels”.
Il brano entra sparato nelle classifiche mondiali e ci resta per 25 settimane (!) e viene inserito tra le migliori canzoni degli ultimi 25 anni.
Iris sicuramente merita la fama che gli viene attribuita sia per la melodia che per la voce di John Rzeznik il chitarrista e cantante della band ma per il mio modestissimo (e ripeto modestissimo) parere è l’ennesimo esempio di un brano favoloso che esce come per incanto dalle menti di una band “mediocre” (scusate la parola che può apparire offensiva ma non vuol esserlo) che non riesce e probabilmente non riuscirà mai ad eguagliarsi, questa mia idea riguarda ovviamente anche il brano “Before It’s too late” colonna sonora del film Transformers che mi ha lasciato indifferente ma lasciamo da parte queste personalissime e sterili polemiche per un occhiata al lato didattico del brano.
Iris presenta 2 possibili interpretazioni e le videolezioni riguardano entrambi gli approcci, il primo video mostra una serie di accordi complessi ma non impossibili mentre l’altro basa la struttura musicale su di un accordatura molto particolare ed semplicissimo sistema di diteggiatura sulla corda E(corda di MI) abbassata per l’occasione in un B (SI). La melodia è molto interessante ed in entrambi gli approcci troverete una bella soddisfazione nel suonare il brano. Per la cronaca, la versione originale (e quella riportata nelle tabs) è la seconda.
buon lavoro
When you say nothing at all – Various artists
Terminate le ferie pasquali rientriamo a lavoro con un brano semplice ma particolarmente bello.
“When you say nothing at all” scritto da Paul Overstreet e Don Schlitz è stato portato alle vette del Billboard Hot Country Singles chart nel Dicembre del 1988 da Keith Whitley in una versione country con cui però non ha valicato l’oceano.
La versione più famosa è stata eseguita da Ronan Keating ed è stata usata come colonna sonora del film Notting Hill ed è proprio l’arpeggio di quest’ultimo ad essere oggetto della nostra videolezione.
Ho scelto questo brano, oltre che per la sua semplicità, come esempio di giro d’arpeggio unito ad un testo meraviglioso che lo ha consacrato una delle migliori canzoni romantiche di sempre.
Anche un neofita dovrebbe essere impegnato nello studio non più di una mezz’ora percui potete comodamente imparare il testo e portare a casa il brano in men che non si dica.
ho inserito qui in prima pagina le informazioni sulla discografia in quanto potete notare da voi che c’è ben poco perciò una pagina sulla discografia avrebbe avuto poco senso
Ho inserito nella sezione original track anche la versione di Alison Krauss dategli un occhiata per vedere la differenza tra le tre versioni.


