Archive for the ‘Advanced Training’ Category
Little Wing – The Jimi Hendrix Experience
Cari studenti,
E’ con un misto di reverenziale timore che vi propongo il brano di oggi, non solo per l’ovvia associazione Hendrix-Dio ma anche per le insidie interpretative che il brano “Little Wing” presenta.

“Little Wing”,scritta da Jimi Hendrix nel 1967 e pubblicata nell’ album della The Jimi Hendrix Experience “Axis: Bold As Love”, è uno dei brani più amati dai milioni (miliardi?) di fan del grande artista di Seattle e rappresenta in poco più di 3 minuti le grandi doti di Hendrix. L’album “Axis: Bold as Love” fu la naturale progressione di “Are You Experienced?”, ugualmente pervaso dalla fortissima vena acida e sperimentale del suo predecessore, ma caratterizzato da sonorità meno aspre e più proiettate verso funk, blues ed R&B. Con Bold As Love Hendrix proseguirà nella sua ricerca sonora anche nel senso delle variazioni sui due canali di uscita stereo, inoltrandosi ulteriormente verso risultati sonori assolutamente innovativi: il disco fu inoltre interamente registrato con l’accordatura della chitarra diminuita di mezzo tono, espediente destinato a diventare standard nella produzione del chitarrista.
Il disco è inoltre da ricordare per i travagli che lo accompagnarono nelle fasi immediatamente precedenti alla sua uscita.
Avvenne infatti che Hendrix dimenticò il master tape già missato del lato A del disco sul sedile posteriore di un taxi senza riuscire in alcun modo a recuperarlo. Il fatto costituiva un serio problema poiché i masters originali avrebbero dovuto essere consegnati a breve per la stampa dell’LP: tutto il lato A del lavoro dovette quindi essere rimissato dai multitraccia basali in un’unica notte di lavoro, con disappunto di Hendrix e del suo storico tecnico Eddie Kramer che in seguito sosterranno di non essere interamente soddisfatti del risultato.
Ulteriori noie provennero dall’artwork della copertina: a causa di un banale malinteso, la richiesta di Hendrix affinché il tema richiamasse le sue origini indiane – riferendosi alle tribù di pellerossa nativi del Nordamerica – venne completamente equivocata dallo studio grafico britannico che se ne occupò ed il risultato fu una copertina in cui Hendrix, Redding e Mitchell vestono i panni delle divinità induiste Durga e Vishnu.
L’album si rivelò comunque un successo, facendo aumentare considerevolmente le richieste di esibizioni dal vivo del gruppo e portando la Experience a suonare di fronte a platee sempre più ampie. La conclusione del tour non fu comunque felice: mentre il gruppo si trovava in Scandinavia per alcune date, la notte del 4 gennaio 1968 Hendrix venne tratto in arresto a Stoccolma dopo aver devastato una stanza d’albergo in preda ai fumi dell’alcool.
Il brano è stato inserito al 357° (?!?!?!?) posto della classifica di Rolling Stones delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi e come al solito mi trovo in totale disaccordo con la blasonata rivista e credo che la lista interminabile di band famose che ne hanno pubblicato una cover sia l’ennesimo esempio della superficialità con cui è stata composta quella classifica.
Didatticamente il brano è riservato a chitarristi non propriamente alle prime armi dato che Hendrix dimostra una padronanza dello strumento da far impallidire chiunque, ovviamente l’esercizio ci permetterà di padroneggiare il brano in un tempo relativamente breve grazie alle spiegazioni dell’ insegnante Justin Sandercoe che come al solito è preciso e chiaro nelle spiegazioni.
Bisogna inoltre spendere un paio di parole su un’ altra considerazione didattica. Il brano si basa fortemente sull’ uso di accordi e scale di accordo percui durante il brano vi troverete ad eseguire degli accordi seguiti dalle relative scale (maggiori, minori, pentatoniche) il tutto gestito con gusto dal genio di Jimi Hendrix. Questo brano vi permetterà di esercitarvi (divertendovi) nell’ applicazione delle scale relative sia agli accordi che alle tonalità e vi assicuro che è una peculiarità impagabile.
Buon Divertimento
Master of Puppets – Metallica
Amici e Studenti
Dopo un controllo attento e scrupoloso mi sono accorto che nelle mie pagine trovano troppo poco spazio i grandi Metallica. Spero che i tanti fan di Hetfield e soci mi concedano il loro perdono dopo che avranno visto (e studiato) la lezione di oggi, lezione che verterà su uno dei grandi successi della band, “Master of Puppets”. Master of Puppets è una delle canzoni più amate dai fan dei Metallica, ed ancora oggi il gruppo la suona in quasi tutti i concerti.

Il brano è divenuto un “cult” non solo per la musica ma anche per il testo. Il significato del suo testo è spesso interpretato come relativo all’abuso di droghe come eroina e cocaina. Molti altri pensano invece che, soprattutto nel titolo, contenga riferimenti politici o addirittura letterari – e in particolare ad Howard Phillips Lovecraft, che ispirò buona parte dei primi brani del gruppo. Lo spezzone “fai a pezzetti la tua colazione su uno specchio”(“chop your breakfast on a mirror”) si riferisce al consumo di cocaina in polvere. Durante questa canzone, sul DVD/video Live Shit: Binge & Purge (1993), James Hetfield punta il dito medio sul braccio sinistro mentre dice “dai cara, manipolami!”, gesto che richiama l’iniezione di droga via siringa.
Prima dell’assolo di Kirk Hammett, Hetfield grida “Oh Padrone dei Burattini, dove sono i sogni che ho avuto? Mi hai solo mentito. Risate, tutte le cose che sento o vedo sono solo risate. Risate, risate, ridere dei miei pianti…manipolami ed entra nel mio corpo!”). L’allora bassista Cliff Burton recitò il verso in sottofondo, con voce profonda e burbera.
La struttura musicale del brano è complessa ma di grande effetto, ritmo e melodia sono divenuti nel tempo un esempio del Heavy Metal anni 80 ed ancora oggi, sonorità pensate e tradotte in note 25 anni fà risultano molto moderne forse perchè molte delle band moderne si ispirano proprio alle sonorità dei Metallica.
La Lezione è divisa in ben 9 video e copre con meticolosa attenzione ogni parte del brano, tutti i Riff ed i Solo inclusa la struttura.
Buon Lavoro
Still Got the Blues – Gary Moore
Cari studenti
Il brano che vorrei proporvi oggi e probabilmente sconosciuto ai più è una delle blues ballad più belle di tutti i tempi (ovviamente è un mio giudizio personale e potete insultarmi a piacimento), sto parlando di “Still Got the Blues” dell’ irlandese Gary Moore, brano che da il nome all’ album del 1990.

Questo album, ed il brano Still Got the Blues in particolare, segnano una svolta nella carriera di Gary Moore il quale si lascia alle spalle Jazz-Fusion, Rock ed Hard Rock per dedicarsi anima e corpo al Blues. La svolta deriva anche e soprattutto dai giudizi che mostri sacri come i fratelli King (BB ed Albert) danno del suo lavoro. Dopo un brevissimo periodo di stasi anche il pubblico apprezzò sia l’album che il singolo registrando per la prima volta nella carriera di Gary un’ entrata nella Billboard Top100 e garantendogli il primo disco d’oro, la fama e la notorietà. Dobbiamo però riportare anche un brutto avvenimento infatti Still Got the Blues fu causa di una controversia legale tra Gary ed uno sconosciuto compositore tedesco di nome Jürgen Winter quest’ ultimo accusò Moore di plagio e vinse la causa in una corte tedesca perchè, cito dallo stralcio del processo “anche se non ci sono registrazioni pubblicate del brano di Winter al momento del lavoro in studio di Moore, lo stesso Moore protrebbe comunque aver ascoltato il brano casualmente o ad un concerto”. Moore fu per questo condannato a pagare una grossa somma di denaro.
Didatticamente il brano è da considerarsi molto difficile e ad esclusivo uso degli studenti di livello più avanzato includo comunque una videolezione “semplificata” adatta anche agli studenti intermedi che troverete come secondo video allegato e che rappresenta nella sua interezza la parte di accompagnamento della seconda chitarra.
Buon Lavoro
We are the Champions – Queen
Cari studenti
qui in redazione abbiamo fin troppo spesso trascurato uno dei gruppi più amati e popolari di tutti i tempi, i “Queen”. Cerchiamo oggi di porre rimedio a questa dimenticanza proponendovi uno tra i brani più conosciuti della band londinese, la meravigliosa “We are the Champions” primo singolo estratto dell’ album “News of the World” del 1977.
Il brano, scritto da Freddy Mercury nel 1975, è nell’ immaginario collettivo, collegato ad eventi sportivi di ogni tipo ed ognuno di noi lo associa ad una vittoria propria o del proprio eroe sportivo. Le caratteristiche compositive oltre che il testo rendono questa “marcia trionfale” un vero e proprio inno alla vittoria. Nell’ intento dell’ autore questa vittoria è, oltre che fisica, una vittoria morale, l’ apice e la consacrazione di impegno costante, dedizione ed amore per quel traguardo che ci si impegna a raggiungere.
Se volessimo tralasciare l’ambito sportivo e spostarci nel nostro, quello della musica e nello specifico della chitarra, tutti ben sappiamo quanta dedizione ed impegno servono per padroneggiare il nostro strumento musicale e quanti sacrifici si fanno in nome dell’ amore che ci lega ad esso. Per questi motivi ogni volta che sento “We are the Champions” mi sento chiamato in causa da Freddy Mercury in prima persona.
Tecnicamente la parte di chitarra è molto complessa suddivisa tra parti arpeggiate con accordi avanzati e parti solistiche di gran pregio da eseguire con un certo pathos, per questi motivi ho deciso di includere anche una videolezione semplificata per rendere il brano alla portata di tutti.
Nella prima videolezione troverete la lezione dedicata alla partitura originale che include entrambe le parti di chitarra mentre nella seconda troverete la versione semplificata.
Buon divertimento
The Way Out – Domenico Cataldo
Cari amici
Questa settimana inizia con un nuovo video nato dalla nostra collaborazione con VideoRadio. L’artista è una new entry nelle nostre pagine e si chiama Domenico Cataldo. Domenico Cataldo è un chitarrista poliedrico che ha affinato la sua tecnica in molti generi musicali dal Jazz al latino-americano dal Rock al Progressive, Domenico inoltre è un vero veterano dei palcoscenici e si è distinto come chitarrista e compositore in molti concorsi musicali.
Proprio nel suo ultimo disco (The Way Out) si parla molto di Progressive, con una ricercatezza da far invidia a gruppi più titolati del settore. Abbiamo deciso di proporvi in versione didattica il brano che dà il nome all’ album. The Way Out è un brano piacevole da ascoltare caratterizzato da molteplici proposte tecnico stilistiche che soddisferanno sia l’ ascoltatore casuale che gli amanti del progressive i quali potranno trovare molti punti dove virtuosismo ed estetismo si fondono in un meraviglioso insieme.
L’ album The Way Out ha inoltre ottenuto il premio “DISCO D’AUTORE DELL’ANNO” dal sito Good Times Bad Times e si può già indicare come un vero e proprio punto di riferimento del nuovo progressive italiano. Ve ne consiglio l’ascolto ed eventualmente l’acquisto a questo indirizzo Domenico Cataldo su iTunes dove non solo troverete i brani di The Way Out ma anche i brani dell’ album “Eventi Ciclici” primo lavoro di Domenico Cataldo.
Didatticamente il brano The Way Out è rivolto ai chitarristi esperti che vogliono approfondire alcuni aspetti tecnico-stilistici ed esercitarsi sui cambi di tempo ne consiglio comunque la visione anche agli studenti intermedi che troveranno alcune delle spiegazioni propedeutiche alla loro crescita pratica e teorica. La Videolezione è molto approfondita e ben spiegata e si articola in 4 video ed anche se può risultare un po lunga vi assicuro che ogni minuto dedicato a Domenico Cataldo è un minuto ben speso.
Buon Lavoro
Across the Universe – Luke Fortini
Cari studenti
Iniziamo subito la settimana con un altro video nato dalla collaborazione con l’etichetta VideoRadio.
Spesso quando pensiamo ai chitarristi “shredder” o neoclassici (in stile Malmsteen o Vinnie Moore per intenderci) tendiamo a gettare lo sguardo all’ estero, ignorando che molto spesso in Italia ci sono chitarristi capaci e dotati di tutto quel che serve per eccellere nel mondo della musica in generale e della chitarra nello specifico, essi sono purtroppo penalizzati dalla cultura dell’ ignoranza che normalmente prevale nell’ ambiente discografico nostrano più preoccupata di vendere dischi semplici musicalmente e poveri culturalmente (basta guardare le classifiche italiane per capire cosa intendo dire). Per fortuna questa non è solo “l’ italietta della musica leggera” ed esistono case discografiche e di produzione che hanno la giusta attenzione per la qualità ed il talento. Sto ovviamente parlando di VideoRadio la più importante casa discografica e di produzione italiana di musica solistica la quale ha scoperto un vero talento della chitarra, Luke Fortini.
Chiaramente Luke Fortini non nasce con VideoRadio ma nasce con un grande impegno ed una esperienza che lo ha portato a suonare con molti gruppi fino ad approdare alla corte di Paul Di Anno, primo cantante degli Iron Maiden, ed a calcare con lui i palchi di mezza Europa per oltre 3 anni raccogliendo applausi da platee enormi (parliamo di oltre 30.000 persone a concerto), facendo un tipo di esperienza che normalmente è preclusa ai chitarristi italiani. Tecnicamente preparatissimo, velocissimo e molto espressivo ci sentiamo tranquilli nel paragonarlo al top dei chitarristi mondiali.
Il brano “Across the Universe” che Luke Fortini ci propone in questo video didattico è un bel decalogo delle capacità tecniche e dinamiche che formano il suo bagaglio culturale però non si limita ad essere una esibizione tronfia di esercizi alla chitarra, “Across the Universe” è un brano con un anima ed una radicata cultura classica, un brano da ascoltare e riascoltare.
“Across the Universe” è il primo estratto dell’ album Space Travel e rappresenta in pieno la qualità e le potenzialità dell’ intero disco che vi invito ad ascoltare ed eventualmente ad acquistare.
Ascolta Space Travel
Veniamo ora alla videolezione. Purtroppo la qualità video non è dello standard cui siete normalmente abituati però dopo averci lavorato con dei filtri video è quanto meno passabile e tutti i passaggi sono chiaramente visibili. La lezione è ovviamente di difficoltà molto elevata ma nella sezione Tabs aggiungerò di volta in volta le tablature originali per facilitarvi l’ apprendimento.
Sono di grande interesse didattico molte delle tecniche che Luke usa durante il brano nonchè molte delle scale utilizzate e sono riuscito a strappargli la promessa che avremo presto dei video didattici dedicati.
Buono Studio
Black Dog – Led Zeppelin
Cari Studenti
Per la lezione di oggi ho deciso di proporre un altro dei capolavori dei Led Zeppelin la spettacolare “Black Dog” pubblicata nel 1971.
Il brano è caratterizzato da una serie di riff molto belli e molto “Rock” che hanno reso (parere di sociologi musicali) il brano Black Dog uno dei più riconoscibili della discografia degli Zeppelin, inoltre nella versione studio si può apprezzare la batteria che tiene un tempo di 5/4, tempo che si tramuta in un classico 4/4 nei live per facilitare il lavoro della band.
I Led Zeppelin hanno sempre cercato di creare canzoni che non fossero solamente un piacere per l’ orecchio ma che fossero anche delle pietre miliari per i musicisti e Black Dog ne è un esempio lampante, John Paul Jones bassista ed autore del riff principale scrisse la prima stesura del riff in 3/16 ma dovette poi modificarlo per renderlo suonabile da tutti, la parte di chitarra è giudicata da molte autorevoli riviste del settore tra le più belle del secolo (il XX°) e dove non si piazza al primo posto è sempre in top ten. Unica voce discordante è quella di Rolling Stones che piazza Black Dog al 297° posto nella loro top 500. Personalmente non posso che dissentire per un posizionamento simile e non posso non far notare a questa autorevole assemblea di incompetenti (quelli di Rolling Stones) che una certa discordanza di scelte si fa notare quando si posizionano brani come Smells like Teen Spirit dei Nirvana al 9° posto e Black Dog al 297°…
Lasciamo da parte le polemiche per parlare un poco della videolezione che vede uno dei nostri insegnanti preferiti, Bobby Cripy, spiegarci le varie parti del brano con la consueta competenza e bravura.
La Lezione divisa in 2 video è completa di tabs a schermo ed imparare il brano sarà solo questione di studio ed applicazione.
Buon Lavoro
Stand By me – John Lennon (70esimo compleanno)

Cari studenti
Oggi il grande John Lennon avrebbe compiuto 70 anni e noi non possiamo assolutamente esimerci dal contribuire (anche se in maniera molto casalinga) ai festeggiamenti ed intendo farlo con una lezione e con una mia memoria personale.
Una decina di anni fa sono andato in vacanza a Liverpool con una mia ex fidanzata (che è anche nostra lettrice… ciao Sara!) la cui madre è originaria di Garston un piccolo quartiere di Liverpool le cui strade si chiamano Penny Lane, Strawberry Field ecc.. quelle stesse strade di cui cantavano i Beatles ed in cui il quartetto era cresciuto soprattutto John Lennon. Caso ha voluto che la zia della mia ex era compagna di scuola di John e così ho potuto parlare con chi lo aveva conosciuto negli anni più travagliati, quelli dell’ adolescenza, e capire come spesso il genio, quando è incompreso, si trasforma agli occhi della gente in follia. Sono andato nel parco dietro la scuola dove John Lennon fumava e parlava di musica e politica dove il suo io ribelle prendeva forma e devo ammettere che è stata una forte emozione (o forse era solo la vana speranza che l’aria del posto rendesse geni creativi e menti illuminate
).
Fortunatamente nel resto del mondo hanno fatto festeggiamenti un po più seri. Liverpool si prepara a festeggiare il suo compleanno e la sua leggenda sotto la supervisione di Yoko Ono, che parteciperà globalmente con l’iniziativa“Gimme Some Truth”, ovvero l’uscita di otto album classici della carriera solista di John, per un totale di 121 brani, rimasterizzati da Yoko Ono e un team di ingegneri del suono negli storici studios di Abbey Road.
A Liverpool concerti, esposizioni artistiche, film e poesie verranno proposti sotto il nome di “Lennon Remembered” alla Echo Arena e ci sarà anche un party di compleanno al Cavern Club, nome noto ai fan dei Beatles perchè fu il locale nel quale vennero scoperti. Julian, il figlio di John Lennon, e l’ex moglie Cynthia organizzeranno anche una mostra fotografica chiamata “White Feather: Spirit of Lennon”.
Il festival avrà inizio il 9 ottobre e finirà il 9 dicembre, che sarà il giorno dopo il 30esimo anniversario del tragico omicidio di John Lennon a New York.
Il sindaco di Liverpool Mike Storey ha dichiarato che sarà una grande occasione per “ricordare un uomo, celebrare la sua musica e soprattutto il suo enorme contributo alla nostra città. John Lennon è una delle incone del ventesimo secolo, Liverpool è diventata famosa nel mondo grazie a lui. Il suo messaggio di pace è importante ora come non mai e dovrebbe essere d’ispirazione per tutti”.
Anche Yoko Ono ovviamente ha rilasciato diverse dichiarazioni: “In questo anno molto speciale, che avrebbe visto mio marito nonchè il mio compagno di vita compiere 70 anni, mi auguro che questo programma di ripubblicazioni rimasterizzate possa aiutare ad avvicinare un nuovo pubblico più giovane alla sua incredibile musica… Spero anche che quelli che hanno già familiarità con le sue opere, possano trovare rinnovata ispirazione dalla sua incredibile dote di cantautore, musicista e cantante e dal suo potere di esprimersi sulla condizione umana”.
Torniamo ora al motivo che vi spinge a leggere i miei post cioè le lezioni di chitarra. Ho deciso di proporvi un brano particolarmente adatto al nostro strumento “Stand by Me”. Anche se non è un brano scritto da John Lennon ma da Ben E. King (al secolo Benjamin Earl Nelson) ho deciso di proporlo perchè John era riuscito a far diventare questo brano una sua bandiera stravolgendone il significato da sentimentale a politico/sociale. Il grande pubblico riconobbe la sua interpretazione per quel che era ed in brevissimo tempo il singolo raggiunse le vette di tutte le top chart mondiali.
Didatticamente il brano è molto semplice ma ho voluto inserire nelle videolezioni anche una versione in arpeggio ben più complessa in cui la chitarra fa la parte del piano e sarà una sfida per tutti.
buon lavoro
Eruption – Van Halen
Cari studenti
Cominciamo la settimana in leggero ritardo ma con un brano da leccarsi i baffi, “Eruption” dei Van Halen, il brano fu concepito come Solo da proporre nei Live ma divenne ben presto stendardo di Eddie Van Halen, imponendo la tecnica di Tapping nel mondo della chitarra moderna.
Questo brano si pone al secondo posto nella classifica dei Solo più amati di tutti i tempi ed anche se attualmente non è più considerato “difficilissimo” richiede comunque una padronanza avanzata dello strumento e considerando che ha visto la luce nel 1978 bisogna trattarlo come merita e cioè come il Solo che ha scosso l’ ambiente chitarristico ed ha aperto la strada a molti dei chitarristi attualmente definiti “di riferimento”.
Questo brano ha anche un lungo strascico di polemiche, molti chitarristi (per lo più le pippe) considerano Eruption un inutile, lunghissimo, virtuosismo in cui Eddie Van Halen da sfoggio delle sue capacità tecniche a discapito di una melodia definita ed una struttura immediata. Come sempre non mi addentro in sterili polemiche ma giudico ed apprezzo ciò che lascia in me un profondo senso estetico ed un godimento cerebrale e questo brano mi stimola sia come semplice ascoltatore che come musicista.
La videolezione è divisa in 2 parti la prima tratta la strumentazione dall’ amplificatore ai pedalini alla chitarra mentre la seconda è la lezione sul brano vero e proprio. Ovviamente la lezione riguarda solo ed esclusivamente la versione del brano presente nell’ album dato che Van Halen si presenta ogni volta sul palco con una versione diversa.
Potrete notare che molte delle sezioni normalmente presenti ad arricchire l’articolo mancano ma essendo un Solo non c’era nulla da metterci
buon divertimento
Crazy Train – Ozzy Osbourne
Cari Studenti
Chiedo perdono per il ritardo nel pubblicare la lezione purtroppo il lavoro mi ha portato via il lunedì. Propongo, però, ugualmente la lezione sui grandi classici oggi tocca a quel genio di Ozzy Osbourne con uno dei pezzi metal più amati di tutti i tempi “Crazy Train”.
Crazy Train prende vita in un momento particolare della vita artistica di Ozzy cioè la scissione dai Black Sabbath. “Blizzard of Ozz” è il primo album della nuova band, inizialmente proprio chiamata Blizzard of Ozz come l’album ma che prenderà poi definitivamente il nome “Ozzy Osbourne”.
Non si può in questo caso parlare di album solista perchè nella band militano musicisti del calibro di Randy Rhoads (allora un giovane sconosciuto), Lee Kerslake, e Bob Daisley e proprio Randy Rhoads collaborerà alla stesura del brano in questione “Crazy Train”.
Oltre alla fama che si guadagna, Crazy Train, entra nel cuore dei chitarristi di tutto il mondo grazie al solo di Randy Rhoads che lo fa assurgere a fama imperitura, fama che nemmeno la sua morte avvenuta a Leesburg il 18 Marzo del 1982 in uno stupidissimo incidente aereo potè oscurare. Dopo aver parlato tante volte della mania autodistruttiva di molti artisti questa volta solo la stupidità umana (quella di Andrew Aycock che compì un inutile bravata con un aeroplano) ci ha privato del talento e del genio di Randy Rhoads a soli 26 anni.
Veniamo ora alla videolezione (nuovamente ci avvaliamo di Bobby Crispy), il nostro insegnante la ha divisa in 3 parti data la quantità di parti di cui è composto il brano e per dare il giusto spazio al solo. Ogni parte del brano sarà una piacevole sorpresa ed un grande ausilio didattico; solo, fraseggi e power chords sono la struttura portante del brano e vi insegneranno nuove prospettive compositive.
Nella sezione “Biografia”, che quest’ oggi sostituisce la sezione dedicata alla discografia, ho deciso di parlare di Randy Rhoads spero che nessuno se ne abbia a male dato che ci sarà tempo di parlare di Ozzy
Buon Lavoro
