Archive for the ‘Intermediate Training’ Category
November Rain – Guns n Roses
Cari Studenti
Riprendiamo le lezioni con una vostra gradita richiesta, la ballad “November Rain” dei Guns n Roses. Questo brano è oramai un vero classico del rock ed ha conquistato negli anni una posizione di grande rilievo sia nella discografia dei G’N'R che nella storia della musica dove gli viene riconosciuto un posto preminente tra i migliori brani rock di tutti i tempi, il record di “Solo” più lungo per un brano nella Top 10 americana, il record, per 3 anni (!) come video più richiesto ad MTV ed è al numero 6 nella lista dei “100 migliori assoli di chitarra”.
Tutte le vendite ed i riconoscimenti sono, in realtà, una gratificazione personale per Axl Rose ed uno schiaffo morale al resto della band. La Biografia ufficiale della band racconta, infatti, che Axl lavorava al brano da tempo immemore (1983). A quei tempi ancora i G’N'R ancora non esistevano ed Axl lavorava con il co-fondatore e chitarrista dei futuri G’N'R Tracii Guns ad un progetto chiamato L.A. GUNS e, nei ritagli di tempo, lavorava a November Rain con una dedizione quasi maniacale per renderla (parole sue) “Una Canzone che affascinerà veramente il pubblico”. Passano gli anni ed il brano non è mai pronto… si sciolgono gli L.A Guns, nascono i Guns n Roses, cambiano tutti i membri della band, arriva il successo mondiale ed ancora il brano è incompleto a detta di Axl, poi arriva finalmente il momento in cui il brano è perfetto e li cominciano anche i problemi.
Slash e McKagan non amano il brano a detta loro troppo soft e si rifiutano inizialmente di collaborare alla produzione del brano. Dopo lunghe, e pare infuocate, discussioni Axl la spunta e, finalmente, uno dei loro capolavori vede la luce. Era il 1991, i fan di tutto il mondo ringraziano, purtroppo a detta di molti la feroce discussione fu alla base del futuro scioglimento della band.
Didatticamente il brano è interessante sia per i Solo che per la parte ritmica. Entrambi caratterizzano la parte di chitarra dando più o meno spazio allo strumento a seconda del “momento” e dell’ “enfasi”, il geniale connubio tra piano e chitarra rendono la gestazione, lunga 8 anni, un lungo lasso di tempo ben speso.
In a Gadda Da Vida – Iron Butterfly
Cari Amici
Ancora una volta andiamo ad esaminare uno dei grandi classici del Rock anni ’60. “In a Gadda Da Vida” degli Iron Butterfly è uno dei brani più conosciuti ed amati di tutti i tempi ed il suo Riff ossessivo, orecchiabile e riconoscibilissimo è senza ombra di dubbio alla base del successo del brano e della stessa band.

Erik Brann, chitarrista e compositore degli Iron Butterfly è la mente che, a soli 17 anni, ha ideato il Riff mentre l’ organista Doug Ingle è responsabile della struttura del brano e del testo. Ascoltando In a Gadda Da Vida se ne trae una prima impressione di semplicità e ripetitività per via del ripetersi incessante del riff e del testo anch’ esso ripetuto incessantemente e composto di 2 sole strofe.
Il brano originale contenuto nell’ omonimo album dura ben 17 minuti ed ascoltandolo con attenzione si nota che la ripetitività del brano nasconde una struttura musicale che verrà usata in seguito con grande successo da molti artisti, infatti il Riff viene anche utilizzato come base per gli assolo di organo di chitarra che, in seguito, si dissolvono per dare spazio ad un “drum solo” (uno dei primi ad essere registrati nell’ambito musica rock) dalle atmosfere tribali. Dopodiché vi è un assolo polifonico di organo. Infine ci sono degli interludi in tempo tagliato e una reprise con la parte cantata. questa struttura permette agli artisti della band di cimentarsi nel loro strumento su una base fissa e ripetuta.
La valenza di In a Gadda Da Vida dal punto di vista didattico è multiforme infatti esercitarsi sul riff è un ottimo esercizio per la mano sinistra ed un chitarrista di livello base può imparare velocemente il riff con grande soddisfazione mentre la struttura del brano è un ottima base per uno studente avanzato come esercizio per i Solo.
La videolezione proposta è di primissima qualità con multiple inquadrature percui non mi rimane che augurarvi
Buono studio e buon divertimento
Whatever You Want – Status Quo
Cari studenti
Il brano di oggi è l’ ennesimo classico del rock anni ’70, anche se con una piccola peculiarità che lo distingue dagli altri classici visto che è il brano rock più “ballato”. Questa peculiarità può suonar strana alle orecchie dei più ma la motivazione è, storicamente e socialmente, di facile comprensione. Parliamo infatti di “Whatever You Want” dei britannici Status Quo, brano che vede la luce nel 1979 uno degli anni di maggiore influenza della DiscoMusic, influenza che contamina non solo i nostri Status Quo ma anche mostri sacri del rock come i Queen, i Pink Floyd ed i Kiss ed arriva a contaminare anche un genere come il Punk.

Da qui parte il percorso compositivo di Rick Parfitt (chitarra) e soci che cercano un riff rock, distorto, orecchiabile e di alto impatto ritmico; inutile dire che ci riescono alla grande con ”Whatever You Want” che sbanca le classifiche mondiali ed imperversa nelle discoteche. Tra i brani simbolo della rock music di ogni tempo, Whatever You Want si rivela un pezzo semplice ed essenziale ma nel contempo versatile e di elevato valore compositivo. È soprattutto l’attacco in crescendo ad attirare il compiacimento della critica e, addirittura, vista la bellezza dei riff di chitarra, molti tra gli addetti ai lavori si spingono a definire l’apertura del singolo come la migliore che sia stata mai composta ed incisa per un pezzo rock. Ovviamente io non mi spingerò a tanto visto che le mie preferenze musicali sono altre però devo comunque (e a testa china) riconoscerne ogni merito. Il merito maggiore che vado a riconoscere al brano è sicuramente la sua valenza didattica vista la varietà compositiva che lo caratterizza. Riffs, Arpeggio, Solo, ed una ritmica devastante sono quello che possiamo trovare in Whatever You Want con in più la grande capacità degli Status Quo di far sembrare semplice un brano che non lo è. Vi invito tutti a studiare il brano perchè ogni parte che lo compone è sicuramente un arricchimento del bagaglio musicale e culturale che ogni chitarrista degno deve avere.
Ovviamente gli Status Quo non sono solo Whatever you want visto che all’ attivo hanno qualcosa come 120 milioni di dischi venduti (!) e vi invito a leggere la sezione Biografia per farvi un’ idea di quel che vuol dire essere una band storica e di grandissimo successo.
Veniamo alla videolezione, ho scelto di proporre in apertura un video dello stesso Parfitt il quale esegue proprio a scopo didattico il brano e di seguito un approfondimento sull’ arpeggio di apertura. Potrete concludere l’ apprendimento con l’ausilio delle tablature guardando come base per le posizioni il video di Parfitt.
Buon Lavoro
Rock and Roll Hoochie Koo – Rick Derringer (Jimmy Wood)
Cari Amici
Oggi non presentiamo solo un brano ma presentiamo anche un nuovo insegnante EGL. E’ infatti attivo da oggi anche James (Jimmy) Wood, esperto chitarrista statunitense dal lungo curricola musicale e dall’ immenso repertorio. Proprio il suo bagaglio culturale è al centro del nostro interesse visto che Jimmy conosce molto bene il repertorio degli anni ’60 e ’70 americano. Quel ventennio è stato sicuramente il più produttivo ed innovativo nella storia della musica moderna, anche se, in Italia, quel grande momento storico-culturale d’ oltreoceano è arrivato solo in maniera parziale e frammentaria. Per molti motivi , tra cui il primario fu che anche in Italia in quegli anni stavamo vivendo un momento magico, sia per il cantautorato che per il rock vero e proprio, alcuni autori sono stati ignorati e sottovalutati. Basti pensare che Rick Derringer (chitarrista, cantante ed autore), di cui oggi studieremo un brano, a soli 17 anni arrivo al secondo posto nella Top Chart americana dietro ad un gruppetto (-ironia-) dal nome buffo che tradotto significa “Scarafaggi” ed un brano ignoto dal titolo “YESTERDAY”. Le ovvie premesse per esportare nel nostro paese il genio di questo ragazzino c’erano tutte ma inspiegabilmente venne quasi completamente ignorato dalla critica e dal pubblico.
Il brano che andremo a studiare oggi è la famosissima “Rock and Roll Hoochie Koo” che Rick Derringer registrò assieme a Johny Winter nel 1970 e ripropose poi in versione solistica nel 1973.
Rock and Roll Hoochie Koo ebbe un buon successo di pubblico ma lo andiamo a studiare per la sua struttura molto interessante e per la sua estrema musicalità che coniuga in maniera molto vivace le prerogative del Rock and Roll tipiche di Rick e la vena blues di Winter.
Veniamo alla Videolezione dove troviamo l’unica piccola nota dolente di avere un insegnante statunitense ed è la lingua dato che tutto il parlato del video è chiaramente in inglese, come per tutte le altre lezioni, la lingua non è un vero impedimento percui se non capite il parlato guardate le mani di Jimmy. Anche per la qualità video non possiamo proporre l’ alta definizione come facciamo di solito nelle produzioni EGL, il video è comunque di qualità e la mancanza dell HD non limiterà certo la vostra voglia di imparare un pezzo di peso come quello proposto.
Buon Lavoro
Knights of Cydonia – Muse
Cari studenti
La lezione di oggi è un bel concentrato di tecnica chitarristica, groove e nuove tendenze musicali. Parliamo infatti del brano “Knights of Cydonia” dei Muse.

I Muse sono una delle band rivelazione del nuovo millennio capaci di unire uno stile musicale iper eclettico a dei testi che spaziano dagli ufo alla politica passando per religione e guerra. Il successo per loro non è certo stato immediato e semplice però una volta raggiunte le grandi platee sono esplosi come una supernova nel firmamento della musica mondiale vendendo più di 20 milioni di dischi e piazzandosi di forza nelle chart di Rolling Stones. Il brano Knights of Cydonia, dal canto suo, oltre ad essere uno dei pezzi più amati dai fan è stato anche insignito di molti riconoscimenti tra cui quello che probabilmente ci interessa di più e cioè “miglior Riff di chitarra del decennio 2000-2010″. Le premesse perchè la lezione proposta sia una chicca nel vostro repertorio ci sono tutte e vorrei vederne almeno una nel dettaglio. Uno dei prerequisiti per un corretto apprendimento del brano è sicuramente la conoscenza della tecnica di “Tremolo Picking” o Speed Picking. Padroneggiare il Tremolo picking vi permetterà inoltre di addentrarvi in molti brani con maggior sicurezza percui vi invito a guardare la lezione presente nella sezione teoria-tecniche chitarristiche o più semplicemente accedendovi da questo iperlink Tremolo Picking.
La Video lezione è comprensiva di tablature, chiara ed anche se non in alta definizione comunque facile da apprendere percui vi auguro un
Buono studio
I Tempi Dispari I – Lezione sui 3/4 – Domenico Cataldo
Cari studenti
Apriamo oggi, grazie al nostro bravissimo insegnante Domenico Cataldo, un altro corso didattico, targato Electric Guitar Learn, dedicato alla comprensione dei tempi dispari. Per tempi dispari si intendono i metri musicali che differiscono dal 4/4 e dalle sue varianti dirette. Nel corso di questo tutorial vedremo, con dovizia di esercizi, esempi pratici e guide ritmiche, 6 diversi tipi di tempi dispari; 3 avranno come base i quarti (*/4) e saranno:
I tre quarti (3/4)
I cinque quarti (5/4)
I sette quarti (7/4)
Gli altri 3 tempi invece avranno come denominatore di frazione gli ottavi (*/8) e saranno:
I sette ottavi (7/8)
I nove ottavi(9/8)
Gli undici ottavi (11/8)
Per ogni tempo dispari preso in esame avremo 2 distinte videolezioni una riguardante Teoria, Metrica ed esercizi ed una con un brano famoso spiegato dettagliatamente.
In questa prima lezione Domenico Cataldo ci introduce prima l’intero corso e poi ci accompagna nella comprensione dei 3/4 che sono i tempi dispari più usati nel mondo occidentale.
Nel secondo video invece la lezione è dedicata ad un brano del grande Joe Satriani ideato ed eseguito proprio in 3/4 dal titolo “Always with me Always with you”.
Per le informazioni ed il materiale didattico aggiuntivo vi rimando invece ad un secondo articolo dedicato tutto al brano “Always with me Always with you”, in cui troverete come di consueto le tablature, un articolo introduttivo, la traccia originale, la discografia e se disponibile la backing track.
Ci auguriamo che anche questo corso sia per voi uno stimolo ed un faro nella comprensione delle mille sfaccettature che compongono lo strumento che abbiamo scelto e da cui siamo stati scelti.
Un grande ringraziamento anche a Domenico Cataldo il quale ha nuovamente deciso di condividere con noi le sue conoscenze in forma totalmente gratuita.
Buon Lavoro
I Soliti – Vasco Rossi (Lezione di Chitarra di Massimo Varini)
Cari Amici e studenti
Terminata la pausa estiva torniamo a pieno ritmo proponendovi una nuova lezione di chitarra. Questa volta abbiamo scelto il maggior esponente del rock nostrano, l’amato ed odiato Vasco Rossi, con il suo ultimo singolo “I Soliti” uscito sul mercato da una manciata di giorni.
Abbiamo potuto proporvi questa lezione solo grazie al grande Massimo Varini il quale ha voluto condividere con noi la partitura ufficiale del brano. Parliamo di ufficialità perchè proprio Massimo ha registrato le chitarre acustiche di questo brano ed il suo notissimo amore per l’insegnamento lo ha spinto a regalarci (non a noi ma a tutto il mondo tramite il suo canale YouTube) questo video in anteprima rispetto all’ uscita ufficiale del brano. In questo articolo vorrei parlare più che di Vasco, di cui troverete comunque una bella ed esaudiente scheda nella sezione Biografia, proprio dell’ insegnante dato che spesso, ed ingiustamente, i bravi musicisti e soprattutto i chitarristi in Italia non ricevono i riconoscimenti che meriterebbero. Massimo Varini è uno dei più ricercati chitarristi della scena musicale italiana e dal 1989 ad oggi ha collaborato con moltissimi artisti di primo piano come NEK (a cui ha legato la propria fortuna in giovane età), Mina, Adriano Celentano, Biagio Antonacci, Andrea Bocelli, Laura Pausini (le chitarre dell’ album “Resta in Ascolto” vincitore di un Grammy Award sono sue) solo per citarne alcuni. Con un Curricula così imponente verrebbe facile fermarsi a questi primi dati e non parlare dei mille altri elementi che compongono il profilo di un chitarrista di successo invece approfondendo troviamo in primo piano anche l’ impegno dedicato all’ insegnamento. Sono molto famosi i vari metodi didattici pubblicati negli anni da Massimo Varini molti dei quali sono a disposizione gratuitamente sul suo sito, le lezioni disponibili su YouTube ed i molti corsi tenuti nelle scuole di tutta Italia come al CPM di Milano e all’ università della musica di Roma. Oltre a queste punte di diamante Massimo vanta anche una grande esperienza come compositore, arrangiatore, programmatore e fonico. Questo piccolo specchietto ci rende immediatamente chiaro il motivo per cui Massimo è tanto richiesto e stimato nel mondo della musica ed anche il perchè ho voluto dedicare uno spazio così ampio, solitamente dedicato all’ autore del brano proposto, per presentarlo a tutti voi. E’ chiaro anche che chiunque di voi voglia intraprendere una carriera da professionista di successo dovrebbe ispirarsi alla carriera del Varini e magari andare a lezione da lui 8-).
La videolezione è un perfetto esempio di semplicità nell’ esposizione di posizioni e ritmiche, la chiarezza con cui introduce ogni parte del brano rende “I Soliti” un brano da portare a casa in un battibaleno e con cui potrete farvi belli in ogni occasione mondana.
Buon Lavoro
The Number of the Beast – Iron Maiden
Cari studenti ed amici
La lezione di oggi è l’ultima prima della pausa estiva e come di consueto ho scelto un brano lungo ma di difficoltà intermedia che vi terrà impegnati per un discreto lasso di tempo. Ho scelto il brano “The Number of the Beast” degli ineguagliabili Iron Maiden. The Number of the Beast è la title track dell’ omonimo album edito nel 1982 terzo album degli Iron e soprattutto primo album con alla voce il grande Bruce Dickinson, da allora frontman insostituibile della band anglosassone.
The Number of the Beast è uno dei brani di maggior successo degli Iron Maiden ed è, ancora oggi, uno dei brani più suonati duranti i concerti ed anche se ha all’ attivo milioni di copie vendute non ha mai avuto vita facile sia per il chiaro riferimento a Satana e l’ovvio ostracismo che ne può derivare sia per la scelta del video musicale che ne accompagnò l’ uscita. In Italia, paese notoriamente guidato e oppresso da clero e “ben pensanti”, album e singolo vennero additati di blasfemia e, cosa ancor più subdola, di istigare i giovani al satanismo ed all’ omicidio. L’ ovvia ripercussione fu che l’ album venne bandito dai normali canali di distribuzione ed il video mai trasmesso. Anche nei paesi anglosassoni il video venne censurato ma solo facendo modificare alcune immagini ritenute “troppo forti”.
La canzone parla di un uomo che vaga in una sorta di “Inferno sulla Terra”, con persone che svolgono riti satanici e sacrifici. Dapprima disgustato, l’uomo cade poi in uno stato di rapimento estatico e decide di unirsi agli altri. Il brano trae ispirazione sia dal poema Tam o ‘Shanterscritto dal poeta e compositore scozzese Robert Burns, sia da un sogno fatto dal bassista Steve Harris (autore del brano) dopo aver visto il film La maledizione di Damien. The Number of the Beast è molto conosciuta per il lungo grido acuto di Bruce Dickinson alla fine della parte introduttiva. Nel documentario sull’album dalla BBC, parte della serie “Classic Albums”, Dickinson ha detto che questo particolare è dovuto al produttore Martin Birch che lo ha costretto a cantare le prime quattro strofe per diverse ore, più e più volte La band aveva chiesto al celebre attore di film horror Vincent Price di leggere il testo che introduce il brano. Tuttavia, secondo Bruce, Price rifiutò di farlo per meno di 25 mila sterline. Avendo sentito parlare di qualcuno che leggeva storie di fantasmi alla radio, i Maiden chiesero a questo tipo di leggere l’intro, semplicemente con un’intonazione della voce “alla Vincent Price”. Il canale americano VH1 ha classificato il brano al 7º posto nella classifica 40 Greatest Metal Song.
La copertina del singolo è l’ultima di tre 45 giri su cui è presente la raffigurazione di Satana dell’illustratore Derek Riggs, che ha debuttato sulla copertina di Purgatory. La copertina di The Number of the Beast rappresenta il seguito di quella di Run to the Hills in cui Satana e Eddie (la mascotte dei Maiden) sono raffigurati in battaglia. Secondo quanto affermato più volte dagli Iron Maiden, l’originale lato B Remember Tomorrow sarebbe stata una versione live registrata nel 1981 a Milano. Tuttavia, ciò è risultato non essere vero quando i fans hanno scoperto che si tratta della stessa registrazione dal vivo dalla band con Paul Di’Anno presente nell’EP Maiden Japan, con la voce di Bruce Dickinson sovrapposta.
La videolezione che ho scelto è l’ennesima di Bobby Crispy ed è comprensiva di tablature e guida ai solo. Oramai ci siamo abituati al meglio ed il nostro insegnante canadese è uno dei migliori del mondo. Il video è diviso in tre parti tutte da studiare ed apprezzare.
Buono Studio e Buone Ferie ci si legge a Settembre!
Master of Puppets – Metallica
Amici e Studenti
Dopo un controllo attento e scrupoloso mi sono accorto che nelle mie pagine trovano troppo poco spazio i grandi Metallica. Spero che i tanti fan di Hetfield e soci mi concedano il loro perdono dopo che avranno visto (e studiato) la lezione di oggi, lezione che verterà su uno dei grandi successi della band, “Master of Puppets”. Master of Puppets è una delle canzoni più amate dai fan dei Metallica, ed ancora oggi il gruppo la suona in quasi tutti i concerti.

Il brano è divenuto un “cult” non solo per la musica ma anche per il testo. Il significato del suo testo è spesso interpretato come relativo all’abuso di droghe come eroina e cocaina. Molti altri pensano invece che, soprattutto nel titolo, contenga riferimenti politici o addirittura letterari – e in particolare ad Howard Phillips Lovecraft, che ispirò buona parte dei primi brani del gruppo. Lo spezzone “fai a pezzetti la tua colazione su uno specchio”(“chop your breakfast on a mirror”) si riferisce al consumo di cocaina in polvere. Durante questa canzone, sul DVD/video Live Shit: Binge & Purge (1993), James Hetfield punta il dito medio sul braccio sinistro mentre dice “dai cara, manipolami!”, gesto che richiama l’iniezione di droga via siringa.
Prima dell’assolo di Kirk Hammett, Hetfield grida “Oh Padrone dei Burattini, dove sono i sogni che ho avuto? Mi hai solo mentito. Risate, tutte le cose che sento o vedo sono solo risate. Risate, risate, ridere dei miei pianti…manipolami ed entra nel mio corpo!”). L’allora bassista Cliff Burton recitò il verso in sottofondo, con voce profonda e burbera.
La struttura musicale del brano è complessa ma di grande effetto, ritmo e melodia sono divenuti nel tempo un esempio del Heavy Metal anni 80 ed ancora oggi, sonorità pensate e tradotte in note 25 anni fà risultano molto moderne forse perchè molte delle band moderne si ispirano proprio alle sonorità dei Metallica.
La Lezione è divisa in ben 9 video e copre con meticolosa attenzione ogni parte del brano, tutti i Riff ed i Solo inclusa la struttura.
Buon Lavoro
Europa – Carlos Santana
Cari studenti
il brano scelto per la lezione di oggi è un altro capolavoro immortale della musica “Europa” di Carlos Santana Singolo Estratto dall’ album “Amigos” del 1976.

Santana scrive questo brano in un albergo di Milano durante un tour ispirato dalla storia triste di una ragazza tossicomane ridotta alla disperazione. Carlos suonò per la prima volta questo brano nel backstage di un concerto degli Earth, Wind and Fire (la band in cui militava in quegli anni) e loro lo convinsero a pubblicarla. Europa è divenuta famosa per l’intensità emozionale che trasmette all’ ascoltatore inoltre questo brano solistico di chitarra riesce di facile assimilazione anche a quella fascia di pubblico che non ama la chitarra elettrica. La definitiva consacrazione di Europa avvenne dopo la sua presentazione al celeberrimo Saturday Night Live il programma televisivo musicale più seguito di tutti i tempi e che negli anni ’70 fu un vero e proprio trampolino di lancio per decine di band.
Didatticamente il brano è importante sotto molti aspetti sia tecnici che stilistici anche se il motivo della mia scelta è stato dettato principalmente dall’ intensità del fraseggio che si raggiunge prima con il cuore che con la tecnica. Vi accorgerete di quel che voglio dire già dal primo Bending!
La video lezione è suddivisa in 2 video dove l’insegnante ci mostra la diteggiatura senza aggiungere altro percui vi invito a far pratica aiutandovi con le tablature.
Buon Lavoro





