Archive for September, 2010
All Right Now – Free
Cari amici, eccoci ad una nuova lezione.
Oggi studieremo un brano della metà degli anni ’70 “All Right Now” dei Free la band in cui è cresciuto Paul Roger’s il quale ultimamente ha collaborato come cantante al nuovo album dei Queen.
Il Riff di “All Right Now” è popolarissimo e riconoscibilissimo ed ha reso alla band, fino ad allora semisconosciuta, un successo clamoroso a livello mondiale aggiudicandosi perfino l’ambito premio ASCAP (American Society of Composers, Authors, and Publishers) per esser passata per radio più di un milione di volte in un solo anno.
Tecnicamente il brano non presenta grandi difficoltà ad esclusione di una buona mobilità delle dita, mobilità che comunque si raggiunge tramite l’esercizio e la pazienza.
Veniamo alla videolezione, l’insegnante è un nuovo acquisto e si chiama Ainsley Stones il quale propone 2 parti distinte tra ritmica e solo la lezione è godibile anche se manca delle Tabs a video che troverete nell’ apposita sezione.
Buon lavoro
Layla – Derek and the Dominos (Eric Clapton)
Buon giorno amici
Oggi presentiamo una lezione di sicuro appeal “Layla) dei Derek and the Dominos, seconda band di Eric Clapton. Clapton ci ha sempre regalato i suoi brani migliori quando è afflitto da tormenti affettivi ed anche questa volta non si smentisce. Layla è un brano scritto per Pattie Boyd (!), moglie del suo grande amico George Harrison (chitarrista dei Beatles se qualcuno non lo sapesse) di cui si era innamorato. Evidentemente il fatto di non essere corrisposti in amore è e sarà sempre la miglior musa per ogni artista. In questo caso però lo struggimento avrà un lieto fine dato che la Boyd divorzierà 9 anni dopo “Layla” per sposare Clapton anche se in seguito si separerà anche da lui.
Musicalmente Layla è formata da due movimenti, ognuno caratterizzato da un riff. Il primo movimento, che si alterna tra le chiavi di re minore (per il ritornello) e mi minore per i versi, è incentrato sul riff caratteristico di Layla, suonato attraversohammer on, pull-off e power chord. Comunemente si ritiene che il riff sia stato creato da Allman, che avrebbe adattato una melodia vocale di As the Years Go Passing By di Albert King, tratta dall’album del 1967 Born Under a Bad Sign. La prima parte è caratterizzata anche dall’assolo di chitarra overdubbed, un duetto tra la slide guitar di Allman e il bending di Clapton. Allman riusciva a suonare note più alte di quanto fosse possibile utilizzando le tecniche standard.
Il secondo movimento, creato da Jim Gordon, è comunemente denominato la piano coda di Layla.
La videolezione è strutturata in 2 parti la prima è un approfondimento del riff iniziale mentre i tre video successivi sono la lezione completa dell’ unplugged per chitarra acustica. Ho deciso di mettere queste due parti per rendere al meglio il brano.
Buon Lavoro
Crazy Train – Ozzy Osbourne
Cari Studenti
Chiedo perdono per il ritardo nel pubblicare la lezione purtroppo il lavoro mi ha portato via il lunedì. Propongo, però, ugualmente la lezione sui grandi classici oggi tocca a quel genio di Ozzy Osbourne con uno dei pezzi metal più amati di tutti i tempi “Crazy Train”.
Crazy Train prende vita in un momento particolare della vita artistica di Ozzy cioè la scissione dai Black Sabbath. “Blizzard of Ozz” è il primo album della nuova band, inizialmente proprio chiamata Blizzard of Ozz come l’album ma che prenderà poi definitivamente il nome “Ozzy Osbourne”.
Non si può in questo caso parlare di album solista perchè nella band militano musicisti del calibro di Randy Rhoads (allora un giovane sconosciuto), Lee Kerslake, e Bob Daisley e proprio Randy Rhoads collaborerà alla stesura del brano in questione “Crazy Train”.
Oltre alla fama che si guadagna, Crazy Train, entra nel cuore dei chitarristi di tutto il mondo grazie al solo di Randy Rhoads che lo fa assurgere a fama imperitura, fama che nemmeno la sua morte avvenuta a Leesburg il 18 Marzo del 1982 in uno stupidissimo incidente aereo potè oscurare. Dopo aver parlato tante volte della mania autodistruttiva di molti artisti questa volta solo la stupidità umana (quella di Andrew Aycock che compì un inutile bravata con un aeroplano) ci ha privato del talento e del genio di Randy Rhoads a soli 26 anni.
Veniamo ora alla videolezione (nuovamente ci avvaliamo di Bobby Crispy), il nostro insegnante la ha divisa in 3 parti data la quantità di parti di cui è composto il brano e per dare il giusto spazio al solo. Ogni parte del brano sarà una piacevole sorpresa ed un grande ausilio didattico; solo, fraseggi e power chords sono la struttura portante del brano e vi insegneranno nuove prospettive compositive.
Nella sezione “Biografia”, che quest’ oggi sostituisce la sezione dedicata alla discografia, ho deciso di parlare di Randy Rhoads spero che nessuno se ne abbia a male dato che ci sarà tempo di parlare di Ozzy
Buon Lavoro
Mike Portnoy lascia i Dream Theater..
Ferale notizia per il mondo del Metal! Il giorno 8 di Settembre del 2010 Mike Portnoy il batterista e fondatore del gruppo Dream Theatre ha lasciato il gruppo dopo 25 anni di successi e fama. Non sono differenze creative e musicali ad aver portato verso la rottura, ma piuttosto il bisogno di Mike di prendersi una pausa, e il rifiuto della band di concedergliela. Una notizia veramente incredibile, che lascia il mondo del metal sotto shock…
In realtà il danno maggiore è per la musica in generale. Mike Portnoy, James LaBrie, Jordan Rudess, John Myung ed il mitico John Petrucci hanno non solo scritto pagine importantissime della storia del Progressive Metal sperimentando sonorità e ritmi nuovi ma hanno esaltato l’uso dei propri strumenti ad un livello di eccellenza assoluta. I Dream Theater sono stati, sono e saranno sempre un punto di riferimento per chiunque voglia imbracciare uno strumento.
Personalmente è un colpo durissimo dato che il sottoscritto è cresciuto (non solo artisticamente) con i loro capolavori, ascoltando maniacalmente ogni passaggio, custodendo i loro cd (rigorosamente originali) con una cura maniacale ed imparando da Petrucci trucchi e segreti della chitarra, ancora sogno le migliaia di chilometri percorsi per andare a vedere un loro concerto, le file ai botteghini e gli ettolitri di birra scolata in attesa del concerto
Voglio lasciarvi il post originale ed una traduzione della lettera aperta che Mike Portnoy ha inviato ai suoi Dream Theater ed ai fan di tutto il mondo tramite il sito ufficiale www.mikeportnoy.com:
I am about to write something I never imagined I’d ever write:
After 25 years, I have decided to leave Dream Theater….the band I founded, led and truly loved for a quarter of a century.
To many people this will come as a complete shock, and will also likely be misunderstood by some, but please believe me that it is not a hasty decision…it is something I have struggled with for the last year or so….
After having had such amazing experiences playing with Hail, Transatlantic and Avenged Sevenfold this past year, I have sadly come to the conclusion that I have recently had more fun and better personal relations with these other projects than I have for a while now in Dream Theater…
Please don’t misinterpret me, I love the DT guys dearly and have a long history, friendship and bond that runs incredibly deep with them…it’s just that I think we are in serious need of a little break…
Dream Theater was always my baby…and I nurtured that baby every single day and waking moment of my life since 1985…24/7, 365…never taking time off from DT’s never-ending responsibilites (even when the band was “off” between cycles)…working overtime and way beyond the call of duty that most sane people ever would do for a band…
But I’ve come to the conclusion that the DT machine was starting to burn me out…and I really needed a break from the band in order to save my relationship with the other members and keep my DT spirit hungry and inspired.
We have been on an endless write/record/tour cycle for almost 20 years now (of which I have overseen EVERY aspect without a break) and while a few months apart from each other here & there over the years has been much needed and helpful, I honestly hoped the band could simply agree with me to taking a bit of a “hiatus” to recharge our batteries and “save me from ourselves”…
Sadly, in discussing this with the guys, they determined they do not share my feelings and have decided to continue without me rather than take a breather…I even offered to do some occasional work throughout 2011 against my initial wishes, but it was not to be…
While it truly hurts for me to even think of a Dream Theater without Mike Portnoy (hell, my father named the band!!), I do not want to stand in their way…so I have decided to sacrifice myself and simply leave the band so as to not hold them back against their wishes….
Strangely enough, I just read an interview that I recently did that asked me about the future of DT and I talked about “always following your heart and being true to yourself”…sadly I must say that at this particular moment, my heart is not with Dream Theater…and I would simply be “going through the motions”, and would honestly NOT be true to myself if I stayed for the sake of obligation without taking the break I felt I needed.
I wish the guys the best and hope the music and legacy we created together is enjoyed by fans for decades to come…I am proud of every album we made, every song we wrote and every show we played….
I’m sorry to all the disappointed DT fans around the world…I really tried to salvage the situation and make it work…I honestly just wanted a break (not a split)…but happiness cannot be forced, it needs to come from within….
You DT fans are the greatest fans in the world and as you all know, I have always busted my ass for you guys and I hope that you will stay with me on my future musical journey, wherever it may lead me….(and as you all know my work ethic, there will surely be no shortage of future MP projects!)
Sadly…
Your fearless ex-leader and drummer,
MP
traduzione
“Sto per scrivere una cosa che non avrei mai immaginato di scrivere.
Dopo 25 anni, ho deciso di mollare i Dream Theater, la band che ho fondato, che ho condotto e che ho amato per un quarto di secolo.
Per molte persone questo sarà uno shock totale, e molte altre persone non comprenderanno le mie ragioni, ma vi prego di non giudicare questa decisione come un colpo di testa improvviso: ci ho ragionato su per quasi un anno…
Dopo aver diviso il palco con gli Hail!, i Transatlantic, e gli Avenged Sevenfold, mi sono accorto che avevo rapporti personali migliori con i membri di queste band, piuttosto che con quelli dei Dream Theater.
Non interpretate male le mie parole, amo ancora tutti i membri dei Dream Theater, ci conosciamo da così tanto tempo, e la nostra unione rimarrà sempre salda… solo, penso che avremmo bisogno di una pausa.
I Dream Theater sono stati una mia creazione, come un bambino… e come un bambino li ho seguiti in ogni momento della mia vita, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, senza mai una pausa anche quando la band era in vacanza.
E’ per questo che ho iniziato a comprendere che la macchina che sono i Dream Theater mi stava bruciando, avevo bisogno di una pausa per salvare la mia relazione con loro, e per ritrovare l’ispirazione. Negli ultimi vent’anni sono stato coinvolto costantemente nel ciclo scrivi/registra/vai in tour, ogni tanto ci prendevamo una pausa di qualche mese, ma ora sentivo che avevo bisogno di un riposo un po’ più lungo per ricaricare le mie batterie interne.
Purtroppo ne ho discusso con gli altri, e mi hanno detto che non condividono questa mia idea, e che sarebbero andati avanti anche senza di me, non vogliono prendersi nessuna pausa. Mi sono offerto di aiutarli nel 2011 (anche se era già una enorme concessione a quello che in realtà volevo fare), ma mi hanno detto che una collaborazione sporadica non li avrebbe aiutati…
E quindi, anche se mi fa veramente male pensare ai Dream Theater senza Mike Portnoy (mio padre ha dato il nome al gruppO!!!), non voglio rompere le scatole con le mie rchieste… e ho deciso di sacrificarmi e mollare tutto.
Ho appena letto una intervista rilasciata di recente, in cui parlando del futuro dei Dream Theater dicevo al giornalista che avremmo seguito il nostro cuore… beh il mio cuore mi dice che sarebbe stato assurdo stare nella band contro la mia volontà, solo per portare avanti una tradizione.
Auguro agli altri ragazzi tutto il meglio possibile, e spero che la musica che abbiamo scritto insieme sia adorata da nuove generazioni di fan per decadi a venire, io sono fiero di ogni album che abbiamo scritto, ogni canzone che abbiamo composto, e ogni concerto che abbiamo suonato insieme.
Mi spiace se sto deludendo i fan dei Dream Theater, credetemi, ho fatto di tutto per salvare la situazione, io volevo solo una pausa, non un allontanamento, ma la felicità non è una cosa che ci si può obbligare ad ottenere, deve venire dal di dentro… I fan dei Dream Theater sono i migliori del mondo e lo sapete che mi sono fatto il culo per voi in tutti questi anni… spero che mi seguirete anche nelle avventure musicali che intraprenderò in futuro. E siccome mi conoscete, sapete che non rimarrete a secco di musica targata Mike Portnoy, visto che sono sempre al lavoro su qualcosa!”
Ciao Mike e grazie per tutto quel che hai fatto per me e per la musica tramite i tuoi Dream Theater, sappiamo tutti che non è un addio ne al palco ne alla musica ma probabilmente le pagine più belle dei Dream Theater si chiudono qui.
Vi lascio con un video di Jordan Rutess postato in risposta alla moltitudine di richieste di un commento, Jordan ha preferito esprimersi tramite un improvvisazione al pianoforte perchè come da lui stesso dichiarato:
Everyone is asking me to comment on my thoughts about Mike Portnoy leaving Dream Theater and this huge change that has happened in all of our lives. I have always been able to express my feelings and do my best “talking” through music, so I decided to voice my statement in this improvisation. Hope you “understand”
Aqualung – Jethro Tull
Cari allievi
ben tornati per una nuova lezione. Oggi ho scelto una vera chicca “Aqualung” dei Jethro Tull questo brano è probabilmente la più famosa canzone del gruppo britannico rock dei Jethro Tull, pubblicata come prima traccia dell’omonimo album del 1971, e scritta dal leader della band, Ian Anderson, in collaborazione con la sua prima moglie, Jennie Franks. Al pari di molte altre canzoni dei Jethro Tull, “Aqualung” narra una storia, nella fattispecie riassume la vita di un senzatetto. L’assolo di chitarra di Martin Barre all’interno del pezzo è uno dei più noti ed apprezzati nella storia del rock mondiale, così come il riff iniziale.
Secondo quanto sostenuto dallo stesso Anderson, l’idea di questa canzone venne dopo che egli vide una fotografia scattata dalla moglie a Londra che ritraeva un clochard.
E’evidente che molte volte la musa ispiratrice si nasconde in posti stravaganti e mettere in musica un testo che parla di degrado, solitudine ed abbandono è merce rara. Anche la struttura musicale è particolarmente rilevante e spezza il brano in diversi movimenti. Vi consiglio di ascoltare con attenzione la canzone (nel caso in cui non lo conosciate a memoria come il sottoscritto) prima di affrontare la lezione per meglio focalizzare i vari movimenti.
Per chiunque volesse togliersi la soddisfazione di vederli dal vivo negli ultimi 10 anni i Jethro Tull hanno sempre fatto una tappa estiva a Roma percui basterà attendere il prossimo anno.
La videolezione, suddivisa in 2 parti, è ben girata e spiega molto bene il brano con tanto di tabs a video. Detto questo vi lascio alla parte più pratica della lezione.
Buon lavoro
Stairway to Heaven – Led zeppelin
Buon giorno
Come sempre il lunedì propongo un grande classico, stavolta affrontiamo “Stairway to Heaven” forse la più famosa canzone dei Led Zeppelin ed una delle più note della storia del rock, logicamente un brano del genere non può mancare nel repertorio di un chitarrista.
La canzone è una suite composta da vari movimenti. L’introduzione di chitarra folk e flauto dolce, si trasforma gradualmente in un intermezzo di chitarra elettrica, prima di esplodere nella sezione finale, più veloce e tipicamente hard rock (come poi in altre canzoni dei Led Zeppelin).
L’introduzione si apre con una progressione di accordi La- / Fa7+ con una linea di basso cromatica discendente La / Sol# / Sol / Fa# / Fa, ed è uno dei brani più famosi mai composti per chitarra rock. Da questa notorietà nasce il divieto, più o meno scherzoso, di accennare la canzone in alcuni negozi di strumenti.
Il testo del brano, in verità molto bello e poetico è stato più volte additato per il suo contenuto subliminale; in pratica se suonato al contrario inneggia a Satana in un paio di versi.
Ho sempre ritenuto questo tipo di accuse delle sciocchezze e mi sono sempre domandato quale mente bacata vada a suonare i dischi al contrario nella speranza di trovare dei messaggi subliminali..
La videolezione è in ben 6 parti data la lunghezza del brano e le varie parti che la compongono e l’insegnante Justin Sundercroe (nostra vecchia conoscenza) è come al solito meticoloso e preciso. Nel corso della lezione ho riscontrato alcune differenze tra la versione che ho studiato e quella proposta da Justin per lo più riguardante le note di basso nella sezione fingerpicking dell’ intro, comunque nulla di grave per cui vi auguro
Buono studio e buon divertimento
November Rain – Guns 'n Roses

Buongiorno a tutti
La lezione odierna è “November Rain” brano del 1991 dei grandi Guns ‘n Roses, una delle ballad più apprezzate dal grande pubblico. “November Rain” si piazza nella Top Ten di quasi tutte le classifiche delle migliori canzoni di tutti i tempi ed anche il solo di Slash (in realtà sono 2 solo) è considerato da tutti uno dei più belli oltre che uno dei più lunghi, addirittura la rivista Guitar World, una delle più autorevoli riviste del settore, lo posiziona al 6° posto. Va anche detto che il successo del brano è stato studiato e ricercato con cura maniacale basta pensare che Axl ci lavorava su già nel 1983 quando militava nella band L.A. Guns embrionale gruppo divenuto poi Guns ‘n Roses dopo l’epurazione di vari membri tra cui lo stesso Tracii Guns chitarrista e cofondatore del gruppo.
Anche il video ha contribuito a rendere il brano leggendario grazie alla splendida regia, al tema della canzone e non ultimo il budget mostruoso che aveva alle spalle, questi fattori lo hanno reso uno dei video più richiesti di tutti i tempi e dato che Costò 1.5 milioni di dollari è al nono posto tra i video più costosi nella storia della musica.
Veniamo ora alla videolezione, come sempre quando scelgo un brano difficoltoso scelgo di conseguenza come insegnante uno dei migliori sulla piazza, in questo caso Bobby Crispy il quale ha diviso la lezione in tre parti distinte; la parte melodica e poi i due solo con il riff di chiusura. Già a partire dalla parte melodica si noteranno le difficoltà del brano, accordatura abbassata di un bemolle, accordi atipici e sequenza di accordi molto variegata, fortunatamente la ritmica è molto semplice. Anche i solo sono ovviamente lunghi e complessi.. dopo questo quadretto non certo esaltante posso solo consigliarvi di studiare senza fretta imprimendovi bene in mente i passaggi e le sequenze.
Buon Lavoro
Bad to the Bone – George Thorogood
Cari Studenti Bentornati
Terminata la giusta pausa estiva riprendiamo i nostri corsi con, spero, rinnovato vigore ed immutata passione. Le promesse novità sono in cantiere, la telecamera HD è arrivata e funziona a meraviglia, il nuovo MAC scalpita per lavorare sui video, la mia nuova testata valvolare è in dirittura d’arrivo in pratica manca veramente un inezia per vedere la nascita della parte più personale e pratica del nostro sito.
Veniamo adesso al brano/lezione di oggi.
“Bad to the Bones” è un classico del rock, ennesimo esempio di Riff portante, solo alcuni abbellimenti guarniscono la geniale idea di questo riff.
Vero ideatore del riff è il grande Bo Diddley che aveva inserito una versione “simile” nel brano “I’m a man” ed infatti appare anche nel videoclip originale al fianco di Thorogood e dei Destroyers (la band di Thorogood).
La versione di Thorogood ha comunque avuto il giusto riconoscimento col successo mondiale e l’inserimento del brano in innumerevoli film e serie TV.
La videolezione è molto breve e semplice da seguire visto che il brano è anch’ esso semplicissimo.
detto questo vi auguro Buono Studio
