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Il bottleneck (“collo di bottiglia”, in inglese, detto così perché i musicisti più poveri, all’inizio del XX secolo, utilizzavano il collo di una bottiglia per raggiungere lo scopo) è un cilindro cavo di 5-7 cm da infilare al dito e che, fatto scorrere sulle corde della chitarra, conferisce ad esse una particolare sonorità. In particolare, questo accessorio, sfruttando la scorrevolezza della sua superficie e l’attrito minimo che si produce tra essa e le corde, è capace di determinare un passaggio “glissato” tra nota e nota, affine alla legatura di portamento. Il bottleneck è usato spesso nella musica country e nel blues.

Bottleneck metallicoIl materiale principale di cui è costituito è l’acciaio, ma esistono bottleneck di plexiglass, ceramica, vetro e plastica. Altro nome usato per indicare il bottleneck è slide, appunto perché scivola sui tasti della chitarra (dal verbo inglese to slide, “scivolare”).

La tecnica di utilizzo dello slide è da ricollegare ad uno strumento giocattolo a corda singola, il diddley bow, che rassomiglia fortemente ad uno strumento africano. Ciò significa che questa tecnica ebbe origine in Africa e, attraverso l’oceano Atlantico (durante la tratta degli schiavi), giunse negli Stati Uniti d’America. Ma viene contemplata anche la possibilità di una connessione attraverso il Pacifico (lo slack guitar style delle Hawaii), dal subcontinente indiano, dove il vichitra veena è suonato facendo scivolare un globo di vetro sulle corde.

In ogni caso, la tecnica del bottleneck fu resa popolare dai bluesmen afroamericani. Tra questi artisti, i più validi suonatori di questo strumento furono il cantante di gospel Blind Willie Johnson, Blind Willie McTell, Mississippi Fred McDowell, Son House, Bukka White e Robert Johnson, oltre a Casey Bill Weldon della Memphis Jug Band. Quel sound divenne in breve caratteristico della musica country e di quella hawaiana.

Attraverso il country e il blues, esso confluì agevolmente nello strumentario di gruppi classici di rock come gli Allman Brothers, i Lynyrd Skynyrd, gli ZZ Top (tutti e tre questi gruppi fanno capo al cosiddetto rock sudista), i Led Zeppelin, i Pink Floyd (nella canzone See Emily play, Syd Barrett usa uno Zippo invece che un normale bottleneck). D’altro canto, i Rolling Stones usarono lo slide già nel 1963, per la registrazione della canzone I wanna be your man, di John Lennon e Paul McCartney: in questa incisione, il chitarrista Brian Jones suona uno slide di accentuata marca blues. Mick Taylor, suo successore, ebbe modo anch’egli di misurarsi con il bottleneck. Numerosi sono anche gli assoli di slide del chitarrista degli U2 The Edge.

Questo paragrafo di musica è ritenuto non neutrale.

Motivo: affermazioni come “probabilmente”, “influente”, sono POV e senza fonti

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Il primo influente chitarrista elettrico ad utilizzare lo slide fu, probabilmente, Elmore James, il cui riff nella canzone Dust my broom è preso da Robert Johnson. Muddy Waters risultò altrettanto influente, in particolare nello sviluppo del blues elettrico di Chicago (Chicago blues), diretto erede di quello acustico detto blues del Delta (con riferimento al delta del Mississippi). Il bluesman texano Johnny Winter sviluppò il suo caratteristico stile proprio accompagnando in tour Muddy Waters. Lo specialista di slide Roy Rogers affiancò, a sua volta, il gigante del blues John Lee Hooker. Il cugino di questi, Earl Hooker, è stato probabilmente il primo ad usare il wah-wah e lo slide contemporaneamente. Altro interprete di grande rilievo è Eric Sardinas, probabilmente il più funambolico chitarrista “slide” sulla piazza, un po’ lo Steve Vai del bottleneck.
Il suono della slide guitar elettrica ha finito per caratterizzare gran parte del rock-blues bianco: oltre a Elmore James e al più tardo Duane Allman, grandi interpreti dello strumento in questo genere sono Hound Dog Taylor, J. B. Hutto, Bob Brozman e George Thorogood. A questi artisti storici, vanno ricordati lo svizzero Joe Colombo e l’americano Ben Harper. L’utilizzo dello slide ha avuto un ruolo importante anche nel campo del rock progressivo: in quest’ambito, i maggiori esponenti sono stati Steve Howe degli Yes e David Gilmour dei Pink Floyd.

Funzionamento
Il dispositivo simula praticamente la funzione di un tasto della chitarra. Quando una corda viene normalmente accostata con le dita contro il manico, la lunghezza della corda libera si accorcia e per le proprietà fisiche dell’oscillazione, la frequenza di vibrazione della corda aumenta. Tanto più il tasto presso cui il dito poggia è vicino al ponte della chitarra, tanto più il suono generato risulterà acuto, in quanto la lunghezza della corda, a parità di tensione, è diminuita.

Il bottleneck sfrutta lo stesso principio. La differenza è che mentre i tasti della chitarra si trovano in posizioni prestabilite che causano l’esecuzione di note ben predeterminate, con il bottleneck ci si può posizionare su qualsiasi punto della tastiera. Muovendo questo accessorio sul manico insomma, si può passare da un DO ad un MI passando anche per tutte le frequenze (e quindi le note) intermedie.

Uso convenzionale:
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Con bottleneck:
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||-----------DO»»»»»»»»»>MI-----------... *
||------------»»»»»»»»»»>------------...

Legenda:
|| = Capotasto / – = Corda / | = Tasto / > = Movimento del bottleneck / * = Corda pizzicata
Spesso la chitarra, utilizzata con lo slide, viene accordata con un’accordatura “aperta”, che suoni quindi come un accordo (tipicamente maggiore) quando nessun tasto viene premuto.

Queste le accordature maggiormente utilizzate:

D-A-d-f#-a-d’ (RE aperto o Vestapol tuning)
D-G-d-g-b’-d’ (SOL aperto o accordatura spagnola).
Questo tipo di accordature si possono far risalire al XVII secolo, quando venivano utilizzate per il banjo, predecessore del dobro o chitarra resofonica.

Il bottleneck è l’accessorio indispensabile per poter utilizzare la pedal steel guitar (una chitarra che, attraverso l’utilizzo di una complessa meccanica, permette di cambiare, durante un’esecuzione, l’accordatura della chitarra) o la lap steel guitar, cioè la chitarra orizzontale hawaiiana. Esso non viene invece utilizzato per i bassi elettrici ed in genere ne è raro l’utilizzo con le corde di nylon delle chitarre classiche.

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