City Zen Keys – Band Emergenti
Cari amici
Oggi torniamo ad occuparci, come di consueto, di Band Emergenti; oggi è il momento dei “City Zen Keys” band Alternative Rock di Assisi (Pg).
I City Zen Keys nascono nel gennaio 2010 da un’idea di Mirko Buono, che riesce ad unire in un unico progetto musicisti di diverse esperienze (VoxandTrouble,Rock Axe, Human Cluster). Il nome del gruppo è un chiaro omaggio al Citizen Kane (Quarto Potere) diretto da Orson Welles. Da Citizen (cittadino) a City Zen (città zen), ed il gioco è fatto. Custodi delle chiavi della città zen, e possessori di un sound vario, “aperto”, dalle vaste capacità armoniche, senza dimenticare la raffinatezza e l’immediatezza, doti necessarie per una crescita veloce. L’utilizzo della lingua italiana nella composizione dei testi crea un’ottima commistione di sound internazionale ed attenzione verso il significato ed il carattere del cantato. Nel corso del 2010 i City Zen Keys hanno vinto lo Spring Hoff-Rock 2010 e il Rock Age 2010. Nel 2011 sono finalisti delle selezioni per Italia Wave Love Festival, finalisti delle selezioni centro/sud per Rock Targato italia 2011, e finalisti dello Stargate Music Festival 2011. Collaborano al progetto diversi musicisti come Nicola Freddi (MrFantasy), Alessandro Giampaoli (Niagara – 900), Fausto Perticoni (Liga + – Diana), Pierluigi Borsellini (Gpu), Francesco Ippoliti (British Night).
Nel 2011 la band ha pubblicato il suo primo album con l’ etichetta VideoRadio. Come sempre VideoRadio ha dimostrato di avere un occhio attento nella scelta delle band da pubblicare e per l’ ennesima volta si dimostra una delle poche etichette italiane con il coraggio di pubblicare band emergenti e vorrei ringraziare nuovamente Beppe Aleo per il suo incalcolabile contributo alla crescita ed allo sviluppo della musica italiana
L’ album dal titolo “City Zen Keys” è un disco di otto brani, otto storie che prendono spunto dalla vita di tutti i giorni, cantati in italiano, ma dalla chiara influenza d’oltremanica come sound. Grande attenzione per le dinamiche ritmiche ed espressive, una ricerca armonica “aperta”, cambi piano/forte che caratterizzano l’intero lavoro. Raccontare il mondo che li circonda, questo l’obiettivo dei City Zen Keys.
Gli stessi Componenti della band così descrivono il loro lavoro:
“Generalmente per questo lavoro abbiamo cercato ispirazione dalle storie della vita di tutti i giorni, dagli stati d’animo, da ciò che succede sia nelle belle che nelle brutte giornate, cercando di guardare il mondo in cui viviamo e chiedendoci dove sta andando, raccontandolo a modo nostro. Inizialmente, i primi testi erano stati scritti e registrati in Inglese.
Riascoltando la registrazione, c’ era qualcosa che non ci convinceva, quindi abbiamo tradotto i testi e registrato di nuovo. Quando ci siamo resi conto che i brani erano migliorati, abbiamo deciso di
continuare a scrivere in Italiano. Percepiamo nella musica attuale una generale carenza di dinamica e di soluzioni armoniche aperte: non tanto nelle melodie vocali, quanto nelle parti strumentali. Sia chiaro, non è una critica verso nessuno, sono scelte artistiche. Noi, in questo primo album, allarghiamo le armonie e lavoriamo sulle dinamiche Piano/Forte. Questa soluzione la utilizziamo soprattutto nel cambio da strofa a ritornello. Essere originali non è semplicissimo. Cerchiamo di fare il massimo. Qualche volta ci riesce, qualche volta no. Non guardiamo le similitudini con altri artisti. Con tutta la musica che c’ è al mondo, diventeremmo pazzi. II Brani sono stati composti in modo istintivo partendo dall’idea di qualcuno e suonandola tutti insieme. Piano piano cerchiamo di comporre tutto, e quando tutto era abbastanza definito nelle sue parti e nella struttura, è stato scritto il testo.”
Personalmente ho trovato le otto tracce dell’ album molto interessanti. Testi convincenti ed un bel sound che arricchiranno sicuramente la vostra cultura musicale.
Vi saluto invitandovi a guardare il primo video ufficiale dei City Zen Keys per farvi un’ idea del loro lavoro e delle belle idee che ci sono alle spalle.
E’ morta Etta James
Cari amici
L’ ennesimo lutto nel mondo della musica questa volta mi ha colpito come un gancio sinistro al fegato, non solo per la scomparsa di una grande interprete ma per l’affetto che mi lega ai brani di Etta James e per le tante emozioni che la sua voce ha saputo regalarmi negli anni.
Se ne è andata a pochi giorni del suo 74esimo compleanno, il 25 gennaio. Etta James, una delle più grandi voci della musica nera, interprete di soul, rhythm ‘n’ blues e jazz è morta. Malata di leucemia ( la prima diagnosi era arrivata all’inizio del 2011), era ricoverata in un ospedale californiano. La sua vita era stata difficile fin dall’inizio: nata a Los Angeles, figlia di una madre di colore e di un padre bianco che abbandonato la donna, aveva sentito forte il peso della propria diversità.
LA CARRIERA – La sua carriera è cominciata quando era ancora adolescente. Nel 1950 la madre si era trasferita a San Francisco dove, a 14 anni, Johnny Otis grazie al quale forma un trio con altre due ragazze , «The Creolettes». Per singolare coincidenza, Johnny Otis, leggendario conduttore di una band che tra le prime ha reso il R&B popolare tra i bianchi («Willie and the Hand Jive»), è morto soltanto poche ora prima, anche lui in California, all’età di 90 anni. Ma la vera svolta della carriera di Etta James è arrivata a Chicago, appunto con Chess che ne intuisce l’enorme talento. Si tratta soltanto di scrivere la canzone che le calza a pennello e accade quasi subito. Nel 1961 la Chess Records pubblica il 45 giri di At Last, un blues lento, con l’aggiunta del tocco classico degli archi. Il successo è clamoroso e la voce profonda e potente di Etta conquista gli ascoltatori, non soltanto nel pubblico di colore. Un altro brano che diventerà famosissimo è Tell Mama (1968) , tradotto in diverse lingue (in Italia ebbe una versione dei “Ribelli”) e interpretato da numerosi artisti. Altri classic sono stati I’d Rather Go Blind e la sua interpretazione di Something’s Got a Hold On Me.
UNA VITA DIFFICILE – Alcol e droghe l’hanno più volte messa a rischio, sia per la salute sia con la legge. Spirito ribelle, carattere inquieto e difficile, la sua storia fa da filo conduttore (insieme a quelle di altri artisti) del film Cadillac Records del 2008 sulla casa discografica Chess che la lanciò assieme ad altri grandi della musica nera come Muddy Waters. nel film Etta James era interpretata da Beyoncè. E’ stato, quello, l’inizio di una carriera ricca di successi, come testimoniano 4 Grammy Award, 17 Blues Music Awards. Ha saputo interpretare la musica nera mantenenendo un’impronta originale e arrivando a contaminare stili differenti. E si capisce perché sia stata acciolta in diverse Hall of Fame: la Rock & Roll Hall of Fame nel 1993, la Blues Hall of Fame nel 2001 e la Grammy Hall of Fame nel 1999.
L’ULTIMO ALBUM – Negli anni recenti Etta ha continuato a esibirsi in concerto e a incidere album L’ultima apparizione televisiva è stata nell’aprile 2009 allla vesione Usa del programma «Dancing with the Stars» cantando propio il suo primo immortale hit, At Last. A dimostrazione che si trattava di un’artista ancora in grado di reggere la concorrenza delle interpreti più giovani, nel maggio dello stesso anno è stata nominata «Soul/Blues Female Artist of the Year» dalla Blues Foundation per la nona volta in carriera . L’ultimo album, The Dreamer, è uscito meno lo scorso novembre e Etta, ormai molto malata, ha pubblicamente annunciato che sarebbe stato l’ultimo omaggio della sua vita d’artista al pubblico. Un addio in musica che ha avuto tra l’altro, critiche molto positive e ottimo successo di vendita. Ora che Etta non c’è più la sua voce, il suo carisma, mancheranno a tutti quanti hanno amato la sua musica.
Voglio lasciarvi con due tra i suoi più famosi brani, “It’s a man’s world” e l’ immensa “I’d Rather go blind” del 1968 ed in assoluto uno dei miei brani preferiti.
Rest in peace Etta!
Knights of Cydonia – Muse
Cari studenti
La lezione di oggi è un bel concentrato di tecnica chitarristica, groove e nuove tendenze musicali. Parliamo infatti del brano “Knights of Cydonia” dei Muse.

I Muse sono una delle band rivelazione del nuovo millennio capaci di unire uno stile musicale iper eclettico a dei testi che spaziano dagli ufo alla politica passando per religione e guerra. Il successo per loro non è certo stato immediato e semplice però una volta raggiunte le grandi platee sono esplosi come una supernova nel firmamento della musica mondiale vendendo più di 20 milioni di dischi e piazzandosi di forza nelle chart di Rolling Stones. Il brano Knights of Cydonia, dal canto suo, oltre ad essere uno dei pezzi più amati dai fan è stato anche insignito di molti riconoscimenti tra cui quello che probabilmente ci interessa di più e cioè “miglior Riff di chitarra del decennio 2000-2010″. Le premesse perchè la lezione proposta sia una chicca nel vostro repertorio ci sono tutte e vorrei vederne almeno una nel dettaglio. Uno dei prerequisiti per un corretto apprendimento del brano è sicuramente la conoscenza della tecnica di “Tremolo Picking” o Speed Picking. Padroneggiare il Tremolo picking vi permetterà inoltre di addentrarvi in molti brani con maggior sicurezza percui vi invito a guardare la lezione presente nella sezione teoria-tecniche chitarristiche o più semplicemente accedendovi da questo iperlink Tremolo Picking.
La Video lezione è comprensiva di tablature, chiara ed anche se non in alta definizione comunque facile da apprendere percui vi auguro un
Buono studio
Hyde Experiment – Band Emergenti
Cari Amici
Riprendiamo la nostra sezione dedicata alle band emergenti con i vicentini “Hyde Experiment” grazie all’ interessamento della loro etichetta Metal Mammut.
Gli Hyde Experiment nascono nel 2008 e si dedicano da subito ad una portentosa combinazione di grindcore e progressive metal à la Opeth arricchito con quella violenza sonora che proprio la band capitanata da Akerfeldt sembra aver smarrito in favore d’un sound più seventhies e meno scandinavo.
Attualmente gli Hyde Experiment vantano all’ attivo un EP di 34 minuti contenente ben quattro brani (registrati in modo assolutamente professionale) che non sfigurerebbero affatto sugli scaffali dei più quotati negozi musicali e pubblicato dall’ indipendente Metal Mammut.
Hyde EP è, infatti, un concentrato di bravura e passione, colmo sì di virtuosismi musicali e cambi ritmici complessi ed estetizzanti, ma composti non per essere stucchevoli, quanto per risultare funzionali rispetto all’intero impianto melodico delle quattro mini – suite di cui è composto lo stesso lavoro.
Ogni elemento, dal convincente growl di Nicola Traversa e dalle sue chitarre alle atmosfere malinconiche orchestrate da Chiara Giacon per non parlare della sezione ritmica capitanata dall’irruenza di Daniele Ferraro e Federico Saggin, sembra confermare la sensazione che gli Hyde Experiment possano raggiungere palcoscenici importanti ed un bel seguito di pubblico.
Alcuni dei passaggi musicali sembrano vagamente forzati, alcune delle scelte stilistiche spesso danno un impressione distonica ma nel complesso la loro è buona musica con idee accattivanti ed un sound poderoso. Bisogna poi considerare che la band è giovane ed ha ampio spazio per ulteriori miglioramenti prendiamo ad esempio “Bereft Of Reason” prima traccia dell’ EP: ci troviamo subito di fronte ad una colata di cemento in puro stile death, batteria iperveloce e tecnica, growl pesantissimo e riff solidi quanto mattoni. Verso la metà siamo accolti dalla voce pulita del cantante, seguita da un arpeggio molto suggestivo, per poi ritornare dopo non molto verso la brutalità e rialternarsi di nuovo. Le alternanze sono molte, gli stacchi death/tranquillità abbondano, ma l’alternanza non è molto armonizzata e fa risultare gli stacchi un po’ troppo “crudi” complicando non poco un primo ascolto. Gli assoli sono affilati e i ritornelli sfornano anche una buona melodia. Il materiale di base c’è ed è di qualità e sono convinto che riusciranno ad emergere anche nel difficile panorama musicale nazionale. Gli Hyde Experiment purtroppo hanno dedicato poca attenzione al lato internet e multimedialità i video reperibili su Youtube (adesso anche nel nostro Canale YouTube) sono pochi e la pagina internet è una semplice landing page, una breve menzione vorrei invece spenderla per la pagina MySpace che risulta semplice ma accattivante con molte belle arts.
Metal Mammut ha messo a disposizione anche una delle tracce in download gratuito
Someone Like You – Adele
Cari amici
Differentemente dal solito la lezione di oggi sarà incentrata su di un brano moderno di grande successo, “Someone Like You” della bravissima Adele.

Il fattore popolarità ha inciso solo in minima parte nella nostra decisione visto che abbiamo voluto proporre una partitura per pianoforte convertita alla chitarra con un semplice arpeggio per motivi non solo didattici ma anche per aiutare i chitarristi alle prime armi ad avvicinarsi agli arpeggi senza doversi confrontare con brani difficoltosi e che spesso non conoscono.
Adele è uno dei pochi rari talenti nati negli ultimi anni e con la sua voce ha saputo imporsi tramite canali nuovi alle major. La storia di Adele, infatti, nasce su MySpace e la quantità di fan che è riuscita a conquistare con le sue canzoni ha richiamato l’attenzione di tutte le major anglosassoni che se la sono letteralmente litigata a suon di contratti milionari. La scelta delle major è stata chiaramente ripagata dalle vendite stratosferiche degli album della cantante londinese la quale è stata superata in vetta alle classifiche solo da.. se stessa. I Singoli estratti sono rimasti così tanto in vetta alle classifiche mondiali che solo l’estratto successivo è riuscito ad andare al n°1 in classifica. Indubbiamente le mode sono passeggere ma questa ragazza non è solo abiti firmati ed anoressia, come ci siamo fin troppo abituati a vedere nel mondo del Pop, Adele è anche talento, produttività e capacità di comunicare. Per la prima volta, inoltre, ho deciso di includere la traduzione di un testo ma lo faccio a solo e esclusivo uso di tutte quelle ragazze (italiane) che dedicano questo brano al loro fidanzato.
La videolezione è di un nuovo insegnante questa volta brasiliano; il brano non presenta grandi difficoltà ed è adatto anche ai neofiti inoltre abbiamo tablature, accordi e testo in stile Karaoke ad accompagnare il nostro percorso didattico. Sfortunatamente essendo così recente il brano ed essendo questa lezione basata su una conversione alcune delle rubriche associate a cui siete abituati non ci saranno o saranno limitate.
Buon Lavoro
I Tempi Dispari I – Lezione sui 3/4 – Domenico Cataldo
Cari studenti
Apriamo oggi, grazie al nostro bravissimo insegnante Domenico Cataldo, un altro corso didattico, targato Electric Guitar Learn, dedicato alla comprensione dei tempi dispari. Per tempi dispari si intendono i metri musicali che differiscono dal 4/4 e dalle sue varianti dirette. Nel corso di questo tutorial vedremo, con dovizia di esercizi, esempi pratici e guide ritmiche, 6 diversi tipi di tempi dispari; 3 avranno come base i quarti (*/4) e saranno:
I tre quarti (3/4)
I cinque quarti (5/4)
I sette quarti (7/4)
Gli altri 3 tempi invece avranno come denominatore di frazione gli ottavi (*/8) e saranno:
I sette ottavi (7/8)
I nove ottavi(9/8)
Gli undici ottavi (11/8)
Per ogni tempo dispari preso in esame avremo 2 distinte videolezioni una riguardante Teoria, Metrica ed esercizi ed una con un brano famoso spiegato dettagliatamente.
In questa prima lezione Domenico Cataldo ci introduce prima l’intero corso e poi ci accompagna nella comprensione dei 3/4 che sono i tempi dispari più usati nel mondo occidentale.
Nel secondo video invece la lezione è dedicata ad un brano del grande Joe Satriani ideato ed eseguito proprio in 3/4 dal titolo “Always with me Always with you”.
Per le informazioni ed il materiale didattico aggiuntivo vi rimando invece ad un secondo articolo dedicato tutto al brano “Always with me Always with you”, in cui troverete come di consueto le tablature, un articolo introduttivo, la traccia originale, la discografia e se disponibile la backing track.
Ci auguriamo che anche questo corso sia per voi uno stimolo ed un faro nella comprensione delle mille sfaccettature che compongono lo strumento che abbiamo scelto e da cui siamo stati scelti.
Un grande ringraziamento anche a Domenico Cataldo il quale ha nuovamente deciso di condividere con noi le sue conoscenze in forma totalmente gratuita.
Buon Lavoro
Band Emergenti – Ash in Grail
Cari Amici
Eccoci finalmente al primo appuntamento con la nuova rubrica dedicata alle “Band Emergenti”.
La parola “Band Emergenti”, anche se oramai sdoganata, è un termine a mio giudizio molto riduttivo che sta stretto a chiunque faccia musica ed a chiunque abbia dedicato il proprio tempo (spesso anni) ad imparare a suonare uno strumento, a scrivere un testo o a comporre una melodia. Solo per motivi di immediatezza e non certo di superficialità mi trovo costretto a catalogare le Band in questo spazio percui chiedo a priori scusa ai membri delle bands ed ai lettori per questo brutto appellativo.
Per introdurre gli ASH IN GRAIL userò la recensione scritta da I Think Magazine:
Prendiamo un po’ di trash metal anni ’80, mescoliamolo con buone distorsioni contemporanee, shackeriamolo con un un po’ di Avenged Sevenfold ed otteniamo il primo EP degli Ash In Grail, provenienti da Cittadella.
Un buon esordio per questi ragazzi veneti, che riescono nel non facile compito di realizzare un prodotto composito, ascoltabile, fluido e in alcuni momenti didannato rock come si deve, le cui influenze sono rintracciabili in modo evidente all’interno delle sei tracce proposte, più come tributi inconsci che non come tentativi di emulazione.
Il debito nei confronti di gruppi comeMetallica e soprattutto Motorhead risulta ad esempio evidente in On Your Skin, seconda traccia dell’EP. La voce raschiata e viscerale si sposa perfettamente con le variazioni di dinamiche che alternano momenti di violenza rauca a dissonanze un po’ commerciali ma perfette nel contesto, che assolvono pienamente al proprio compito. Qua e là si notano delle imperfezioni di registrazione e qualche sbavatura, come nell’assolo di basso, per altro notevole a livello di idee, di Jackhammer, brano introduttivo dell’album, che ha un inizio folgorante ed un ritornello orecchiabilissimo. Ma per il resto, si possono godere momenti di sano rock da ascoltare all’unico volume possibile: il MASSIMO.
Non si può certo chiedere a questi ragazzi di rinnovare un genere che è stato battuto così tanto e da così tanti artisti di qualità indiscutibile. Molte delle scelte di arrangiamento suonano come già ascoltate e riascoltate, come i cambi di tempo di Runnin’ Back, o la scelta di versi stereotipati e di un assolo a due voci che è diventato il marchio di fabbrica degli stessi Avenged. Ma si va oltre tranquillamente.
Se c’è una cosa della quale ci si può, invece, lamentare, questa è la durata dei pezzi, in alcuni casi eccessiva, che non mostra evoluzioni capaci di non far avvertire la scelta di far durare un brano sei minuti e mezzo. A volte è meglio accorciare per non ripetersi. ma è un problema di “genere”, e quindi non imputabile soltanto ai nostriAsh.
Nel complesso non si può non avere un giudizio sufficientemente positivo per questo gruppo, che ha il merito di svecchiare un po’, in Italia, un genere che non aveva ancora cavalcato le novità offerte nello stesso campo dalle compagini d’oltreoceano, che negli anni 2000 avevano riproposto questo ritorno ai riff coinvolgenti e sonorità in pieno stile trash metal.
Da consigliare a tutti coloro i quali vanno in giro con magliette con stampe di gruppi metal, gilet jeans strappato con toppe di band e capelli lunghi pronti all’ head banging… insomma, a tutti coloro i quali sono cresciuti ascoltando metal e che hanno voglia di scoprire qualcosa di nuovo, senza abbandonare la tradizione.
Vi lascio adesso in compagnia degli ASH IN GRAIL, band veneta nata nel 2010.
Spazio alle Band Emergenti
Cari AmiciE’ con profondo orgoglio che volevo annunciarvi l’inizio di una importante collaborazione tra ScreamRadio ed Electric Guitar Learn.Questa collaborazione ha il fine di sviluppare la condivisione di un progetto rivolto in primis a voi utenti ed artisti.Oltre alla possibilità di poter accedere alle risorse presenti su entrambi i siti stiamo lavorando all’ implementazione di uno spazio dedicato alle band emergenti, sviluppando ad un secondo stadio la già valida sezione “DEMO INVASION” di ScreamRadio. Vogliamo creare questa sezione non solo come spazio riservato alle interviste ma come spazio vetrina che ospiterà le interviste, i video, le foto, le biografie, le presentazioni ed i collegamenti ai siti di vendita di musica digitale. Questo spazio non vuole essere statico ma dinamico dandovi la possibilità di aggiornarlo con nuove informazioni, nuove tracce, nuovi articoli, nuovi video.Entrambi i siti, www.electricguitarlearn.com e www.screamradioweb.blogspot.com , sono stati creati con uno spirito di condivisione e sono COMPLETAMENTE GRATUITI.Lo spazio dedicato alle band emergenti cioè a voi sarà anch’ esso COMPLETAMENTE GRATUITO ed a vostra disposizione.Ovviamente per poter accedere a questo spazio dovrete fornirci il materiale da pubblicare. il materiale minimo per poter implementare la vostra pagina è:Presentazione della band (semplice file di testo)L’ intervista rilasciata a ScreamRadioLe vostre foto preferiteLa vostra biografia (di tutti i membri)un video (che verrà pubblicato nel canale youtube di Electric Guitar Learn)Chiaramente ogni altro materiale aggiuntivo, come banner, logo, tracce musicali o altri video è bene accetto. Più materiale = più visibilità.Inoltre grazie ad un accordo tra Electric Guitar Learn ed una importante casa discografica il vostro materiale sarà visionato da esperti del settore e proposto alla casa produttrice stessa.Cercheremo inoltre di darvi visibilità attraverso i siti di informazione nazionale in cui ci siamo scavati la nostra nicchia di pubblico.
Speriamo che tutte le iniziative di cui vi abbiamo parlato siano uno stimolo a fare la vostra musica e perchè no… a considerarci i vostri referenti in questo mondo così complesso.Per ogni ulteriore informazione scrivete aguitarheroegl@gmail.comA presto
Black or White – Michael Jackson
Cari Studenti
Dopo una breve pausa riprendiamo le nostre lezioni proponendovi un capolavoro del “re del pop” Michael Jackson. Abbiamo scelto il brano “Black or White” non perchè ritenuto superiore ad altri ma per le sue caratteristiche musicali che lo rendono un piatto succulento per chi suona la chitarra. Per quanto io non ami in particolar modo Michael Jackson e la sua musica devo comunque riconoscerne la grandezza e l’importanza e mi sembrava doveroso non trascurarlo nelle nostre lezioni.
Il brano “Black or White” è una commistione di Pop, Hard Rock e Rap ed esce dagli schemi in cui generalmente si incastra il genio di Michael Jackson, L’intro di chitarra semplicissimo e melodioso è stato affidato a Slash dei Guns, chitarrista che abbiamo analizzato ed apprezzato a fondo nelle lezioni precedenti, sarà un vero divertimento da imparare e da proporre ad un pubblico grazie anche alla notorietà che lo accompagna e che lo rende tra i più noti al grande pubblico.
Molto(troppo) si è scritto e detto sulla figura di Michael Jackson e personalmente non mi sento in grado, ne voglio, aggiungere nulla che non sia relativo a questo specifico brano troverete però moltissime informazioni biografiche nell’ apposita sezione.
Visto l’immane successo che seguiva ogni brano del “re del pop” sembrerebbe quasi inutile dire che dopo poco tempo dalla sua pubblicazione (1991) il singolo vendette oltre 1 milione di copie, aggiornato ad oggi ha superato i 5 milioni ricevendo la certificazione di platino negli Stati Uniti. Inoltre raggiunse la prima posizione in una ventina di nazioni tra cui: Stati Uniti,Regno Unito, Francia, Italia, Australia, Norvegia, Svizzera, Belgio, Canada, Irlanda, Spagna, Svizzera, Nuova Zelanda e sulla classifica europea. Negli Stati Uniti rimase al vertice per 7 settimane consecutive, in Italia per 8 settimane e sulla European chart per 10 settimane; Black or White fu il singolo trainante dell’album Dangerous (che per volere di Jackson doveva inizialmente intitolarsi appunto Black or White come il singolo ma successivamente scartò l’idea e confermò Dangerous) ed è tutt’oggi molto amato, il testo della canzone denuncia il problema del razzismo com’è palese negli ultimi 4 minuti del videoclip.
E’ proprio sul videoclip che vorrei invece spendere qualche parola. Diretto da John Landis (stesso regista del video Thriller di Michael Jackson del 1984), il video ha inizio sotto i riff di chitarra che prorompono dallo stereo di un giovane fan (Macaulay Culkin) che deve fronteggiarsi con il padre (George Wendt) sdegnato da quel baccano. Il figlio trova modo di rispondergli collegando la propria chitarra ad uno stereo che mette a palla. Cosicché, al primo accordo eseguito, il padre vola letteralmente via dal soffitto piombando in undeserto africano. Qui spunta Michael Jackson intento a ballare accompagnato dagli abitanti locali. Nelle sequenze che seguono si possono osservare danzatrici indonesiane, indiani d’ America in una sorta di scenario western, le danze dei cosacchi, e un’odalisca. Un video, quindi, dove appare evidente l’intento di predicare uguaglianza tra le etnie e unificare i popoli. Negli ultimi 4 minuti la rabbia e la frustrazione di Michael Jackson scaturita dal problema del razzismo, fa da protagonista. Lo si può infatti veder danzare mentre distrugge una macchina e delle vetrate su cui sono presenti simboli e scritte razziste. La chiusura del video è affida alla scritta Prejudice is Ignorance, che compendia il significato radicale del testo e del video.
Come spesso accade in questo mondo razzista e bigotto il video venne travisato e gli fu attribuito di nascondere un messaggio che spingeva alla rivolta ed alla devastazione e di conseguenza i 4 minuti finali del video furono censurati. Fu criticato ed additato come immorale anche uno dei passi più famosi dell’ ex Jackson Five il quale fa scivolare le dita sul basso ventre mimando un atto sessuale.
La videolezione proposta non ha la migliore delle definizioni video, in compenso però propone a schermo anche tutte le posizioni degli accordi.
Buon Lavoro
Concorso YouPlay – Massimo Pancrazi ” I Feel You “
Cari amici,
anche se in leggero ritardo volevo avvertirvi della presenza al concorso “YouPlay” di un altro dei nostri insegnanti, Massimo Pancrazi.
Massimo presenta il suo brano strumentale inedito “I Feel You” un vero capolavoro intimista ed emozionale che coniuga alla perfezione musicalità, melodia e sensibilità artistica. I Feel You tralascia i sensazionalismi da virtuoso per immergervi in una calda atmosfera melodica che vi farà perdere nelle sue note.
Il video che accompagna il brano I Feel You è una produzione Electric Guitar Learn e speriamo che il risultato finale sia soddisfacente (o almeno accettabile) e che sia solo il primo di una lunga serie.
Lo staff di Electric Guitar Learn è fiero della presenza dei suoi insegnanti a questa competizione e ritiene che l’ iniziativa della rivista GuitarClub è una vera ventata di aria fresca nel panorama stantio della musica italiana. Investire tempo e denaro nella promozione e nella produzione di un album votato dai lettori è una vera e propria controtendenza in questo periodo di recessione non solo economica ma anche creativa e dobbiamo tutti essere partecipi e costruttivi nel supportare non solo i nostri insegnanti ma anche e soprattutto GuitarClub per lo sforzo e l’impegno dedicato a noi chitarristi, non solo in questa occasione ma negli interi 28 (e dico VENTOTTO) anni di presenza nelle edicole e nei nostri scaffali.
Vi scrivo nuovamente il link per votare e la piccola guida allegata:
Per votare il brano Cataclisma andate al seguente link: http://www.guitarclubmagazine.com/you_play.html nella cui pagina potrete trovare le istruzioni per votare il brano, tuttavia, vi spiego ugualmente, come fare:
1) Assicuratevi che nel vostro computer sia presente la versione 6.0 di Acrobat Reader, o superiori altrimenti scaricatelo è gratis.
2) Entrate nel link di cui sopra, all’interno della quale trovate il link al file che dovrete scaricare per votarmi, il file si chiamerà VOTA IL TUO ARTISTA PREFERITO, e sarà disponibile da oggi fino al 10 Ottobre, quindi aprite il file in questione.
3) Appena aperto il file, sul menù a tendina troverete l’elenco dei pezzi e dei relativi autori, I FEEL YOU – MASSIMO PANCRAZI ed assegnate il vostro voto da 1 a 10. (ovviamente un 10 è ben apprezzato)
4) Se siete muniti di programmi per inviare direttamente le e.mails come Outlook, cliccate sul pulsante INVIA MODULO, se non avete Outlook niente paura!!! Salvate il file in una cartella del vostro PC, o meglio ancora sul desktop, dopo di che aprite la vostra e. mail e allegate il file salvato al messaggio che invierete, all’indirizzo sales@globalsoundnet.com
Votate, Votate, Votate e
buon ascolto









